L’edizione odierna di Repubblica scrive sul tour de force che attende il Napoli fino alla sosta natalizia
Le fiches sono tutte sul tavolo. Il Napoli stavolta proprio non può fare calcoli per recuperare stimoli e ambizioni d’alta classifica. All’orizzonte, inoltre, c’è già il primo crocevia: gli ottavi di Champions League dovranno essere raggiunti senza innesti sul mercato. Scacco in otto partite, dunque, per cambiare il volto della stagione: il piano di Sarri è questo. L’allenatore ha lavorato sodo durante la sosta, ma solo la verifica del campo potrà confermare l’inversione di tendenza di una squadra che crea tanto ma fatica a concretizzare. Il tecnico ha scelto la strada della coerenza: nessuno stravolgimento tattico. Si va avanti col 4-3-3, magari con qualche accorgimento per meglio utilizzare la mole di gioco non sfruttata contro Besiktas e Lazio.
I leader del gruppo si sono schierati con il loro allenatore e non hanno avuto dubbi nei giorni scorsi. «Purtroppo ci gira male, ma stiamo creando tante occasioni. È necessaria una maggiore dose di concretezza». L’attaccante prescelto a gennaio ne porterà in dote parecchia, ma bisognerà farne a meno nell’ultimo ciclo prima del 2016. Trentaquattro giorni da vivere intensamente: si gioca sempre. Sei partite di serie A e l’epilogo del girone B di Champions. Il menu è davvero ricco. La raccomandazione è una sola: sarà fondamentale cominciare con il piede giusto sabato al Friuli. Il match con l’Udinese vale molto dal punto di vista del morale: il Napoli dovrà sfatare il tabù e prendere slancio in vista di un poker di sfide decisivo: Dinamo Kiev, Sassuolo e Inter al San Paolo ma anche la trasferta a Lisbona contro il Benfica, un incrocio che decreterà il destino degli azzurri in Europa.
La mancata qualificazione sarebbe un fallimento e quindi il livello d’attenzione è massimo. L’ingresso tra le prime sedici in Champions è il primo obiettivo stagionale. L’altro ovviamente è riagganciare quanto prima il treno delle posizioni che contano e quindi neanche le gare contro Cagliari, Torino e Fiorentina vanno sottovalutate. Sarri, dal canto suo, non fa tabelle. La filosofia improntata al pragmatismo non ammette deroghe. Il chiodo fisso ora è solo l’Udinese. La lunga vigilia è accompagnata dai soliti interrogativi relativi alle condizioni dei nazionali: ieri è rientrato pure Mertens, ma l’organico si completerà soltanto domani, a 48 ore dal match contro i friulani.

