Napoli, l’agente di Insigne a colloquio con DeLa per il rinnovo
Insigne ha il contratto in scadenza nel 2022. Il Napoli offre la metà dell’ingaggio attuale.
C’è un momento per ogni cosa. Forse, questo non è il momento di parlare di argomenti delicati e che possono far male al cuore, suscitare la sensibilità che un tifoso può avere. Ammettiamolo: siamo quelli del “toccatemi tutto, ma non…”. E toccare il capitano, uno dei tenori del Napoli, equivale a mettere direttamente una mano sul cuore. O meglio, da tifosi è facile ragionare così e ci piace farlo. Gli aspetti burocratici, di contratti, commissioni, numeri e quant’altro li lasciamo ad altri interpreti del mondo calcistico. Lorenzo Insigne torna nuovamente protagonista nella querelle legata al rinnovo di contratto. Sia chiaro: tutti vorremmo un esito positivo della trattativa. Anzi, vorremmo che non ci fosse o che società e giocatore la risolvessero quanto prima. Immaginare lo scugnizzo napoletano lontano dai colori azzurri fa veramente male. E si sa: i rinnovi, soprattutto quelli delle lunghe trattative, hanno sempre dato un po’ fastidio. Sia chiaro, lo diciamo sin da subito: non vogliamo puntare il dito contro nessuno, ma semplice porre un quesito: è proprio necessario parlarne ora?
Si potrebbe dire che la squadra di Luciano Spalletti ha bisogno di tutto ora, tranne che sentir parlare di rinnovo e soldi. Le voci potrebbero influenzare l’ambiente anche se il toscano ha chiuso in una bolla di concentrazione tutti i suoi giocatori. Non vuole distrazioni dall’esterno, né tantomeno pressioni. È sicuro di ciò che sta facendo e il suo lavoro col Napoli è evidente. Mai, dai tempi di Lavezzi, Cavani e Hamsik gli azzurri stavano facendo così bene. Il primato in classifica dopo dodici giornate fa solo sognare una città intera. E per questo che c’è bisogno di estrema tranquillità nell’aria. Quindi, per favore, calma. Ogni discorso sul rinnovo è giusto che se non concorde sia rimandato a data da destinarsi. Almeno alla fine del campionato perché ora non ci sembra il caso.
Poi, si sa: ognuno rinnova alle condizioni più favorevoli per il proprio assistito, ma perché a volte non si pensa ad essere protagonisti di una favola? Insigne ha superato la soglia dei 30 anni. Non è più un giovane che deve esplodere. Si avvicina in una fase in cui il rendimento ha raggiunto il suo limite. Il suo contratto scade nel 2022 ed i colloqui per un rinnovo sono arrivate, ma sarebbe meglio tenerle per sé. Riservate, come le trattative dovrebbero essere. Perché giocare al rialzo, cercando di strappare un ingaggio ancora più alto e non consono ad un periodo in cui tante società calcistiche hanno subito perdite economiche non indifferenti a causa della pandemia? Il nostro quesito oggi vuole essere questo. Forse, parliamo di rinnovi e di condizioni che con un Napoli primo in classifica interessano poco. Anzi, non dovrebbero esserci voci che potrebbero causare distrazioni inutili. La vetta della classifica equivale ad un sogno che ai piedi del Vesuvio non si vede da troppo tempo. Adesso non è il momento di parlare d’altro: serve solo concentrazione e calma. Tutti noi ci auguriamo che un rinnovo possa arrivare in tempi brevi o anche nei momenti più opportuni: magari a fine anno, ma non ora e con partite importanti ancora da affrontare.

