Scontro Eca-Leghe dopo la lettera di Agnelli: “No alle Coppe europee nel fine settimana”

   
   

Scontro Eca-Leghe dopo la lettera di Agnelli:

Come saranno in futuro i campionati nazionali? E la Superchampions dominerà la scena europea? Se ne discute tanto in questi giorni, e se ne discuterà a lungo sino a questa estate, cercando un accordo non facile fra Eca, Uefa e Leghe europee. Chi organizza è la Uefa, chi investe i club (rappresentati dall’Eca), ma le Leghe europee non ci stanno a fare la parte dei comprimari e danno battaglia.

Il progetto, che potrebbe essere rivoluzionario, partirà dal 2024: alcune Leghe, fra cui quella italiana, temono che il campionato possa essere relegato al mercoledì perdendo di interesse e le Coppe europee possano impossessarsi del weekend. Timore del tutto infondato, assicurano dall’Eca, visto che al momento non se ne è mai parlato ufficialmente nei tavoli di lavoro (in realtà da tempo se ne discute nei palazzi del calcio in maniera informale).

Tempo fa si era parlato anche dell’ipotesi di riservare un posto fisso in Champions, sulla stile della Nba, a chi ha una grande tradizione calcistica. In Italia forse solo la Juve e (forse) il Milan avrebbero avuto questa “carta” da giocarsi, almeno secondo alcune simulazioni che era girate. Ma ora, questa ipotesi, che avrebbe potuto scatenare le proteste di molti club (pensate solo a Inter, Roma, Napoli…) è stata accantonata Si vedrà se in maniera definitiva. L’Europa d’altronde non è l’America.

“Today I received a strange letter in my hands” così iniziava il 25 aprile la risposta di Lars-Christer Olson, presidente della European League, alla “strange letter”, appunto, che il presidente dell’Eca, European Club Association, Andrea Agnelli, aveva mandato a tutte le società europee. Il n.1 della Juve, e leader dei club europei oltre che componente del board della Uefa, aveva spiegato che era necessaria una riforma radicale.

“Più calcio europeo fa bene al gioco, per i tifosi, per la società, per lo sviluppo culturale, sportivo e finanziario”: questo è uno dei principi fondamentali su cui punta Agnelli nella sua lettera che ha inviato ai 230 club europei invitandoli a non partecipare all’assemblea convocata per il 6 e 7 maggio a Madrid dall’European Leagues per discutere il futuro delle competizioni europee post 2024 (poi il 9 maggio a Milano assemblea dei 20 club di serie A).

Fra gli altri principi su cui l’Eca vuole “lavorare con la Uefa per l’evoluzione delle competizioni europee”, ci sono “più partite europee con qualità sportiva superiore e un contesto più competitivo a tutti i livelli”, e si sostiene anche la necessità di un “sistema piramidale di lega pan europea con continuità e opportunità di crescita dall’interno”. Insomma, un piano complesso, radicale, i cui dettagli, ovviamente, dovranno essere messi a punto in questi mesi ma che hanno suscitato già forte allarme in alcune Leghe europee, dalla serie A sino alla Liga di Tebas e alla Premier League.

“Non prendiamo ordini da Agnelli”, ha replicato secco mister Olsen. Siamo alle schermaglie, ora verrà il tempo della mediazione, e i toni (forse) si abbasseranno. Tentando di trovare una soluzione che possa accontentare chi crede che il vero sviluppo passi attraverso le Coppe europee, e chi teme che i tornei nazionali diventino sempre più marginali (anche se non sarebbe male passare da 20 a 18 squadre, in Italia…).

Cinque gare di Champions al sabato: una c’è già, la finale. Le altre quattro potrebbero essere le semifinali. Questa è una proposta (vedi Spy Calcio del 17 aprile) che potrebbe essere presentata già in occasione del summit di Madrid. I massimi dirigenti della Lega di Serie A, il presidente Gaetano Micciché e l’ad Luigi De Siervo, saranno presenti in Spagna: consapevoli che questa sarà una durissima battaglia, ma che merita di essere combattuta per salvaguardare il campionato di serie A. E per questo, se si dovesse arrivare ad una mediazione, allora la nostra Lega sarebbe pronta a fare la sua parte. Con estremo buon senso. A Madrid ci sarà anche Agnelli, nella duplice veste di n.1 dell’Eca e membro dell’Esecutivo Uefa.

Nell’incontro di Madrid “presenteremo ai club le nostre proposte per il ciclo 2021-2024, ma siccome si sta parlando del ciclo a partire dal 2024, presenteremo le nostre posizioni anche su questo. Le Leghe domestiche vogliono proteggere i propri calendari e devono giocare nei fine settimana. E’ impensabile che le Coppe Europee possano giocarsi nel fine settimane. C’è l’eccezione della finale di Champions che da alcuni anni si gioca di sabato, ma è impensabile che ci siano campionati che si giocano durante la settimana”. Lo ha detto Alberto Colombo, vice segretario generale dell’Associazione delle Leghe europee (European Professional Football Leagues) a ‘La Politica nel pallone su Gr Parlamento’, la trasmissione di Emilio Mancuso.

“Ma non esiste solo una questione calendari, noi difendiamo il modello sportivo europeo che si basa su una struttura piramidale. I club che vincono o fanno bene nei campionati si qualificano per le Coppe europee, siamo contro l’assegnazione di posti fissi che non siano legati ai risultati della stagione, vuol dire togliere interesse e valori ai campionati. In Italia, ad esempio, c’è una lotta esaltante per la qualificazione alle Coppe Europee, quindi la qualificazione per l’anno successivo è un sistema che va protetto nell’interesse del campionato stesso”, ha aggiunto Colombo che ha spiegato come per la riunione del 6-7 maggio a Madrid “sono già registrati 12 club italiani e il numero crediamo possa aumentare nei prossimi giorni.

Ci sono al momento 11 club di Serie A e uno di Serie B, l’Ascoli. Sarà una prima di una serie di riunioni con i club. Il giorno dopo Madrid avremo riunione con la Uefa a Nyon”. “Nelle prossime settimane verranno prese decisioni sul prossimo ciclo triennale 2021-2024 per la ridistribuzione dei proventi e delle risorse e dopo l’estate l’esecutivo della Uefa dovrà prendere queste decisioni. Le nostre proposte sono ben chiare: la distribuzione dei proventi sia più equa e democratica, i proventi non possono andare solo a club che giocano regolarmente le Coppe Europee, perché creano un impatto negativo su sulle Leghe domestiche” spiega ancora Colombo. “E’ fondamentale una distribuzione più equa e democratica, con la solidarietà che è un meccanismo di compensazione che serve a mantenere l’equilibrio delle Leghe domestiche e vogliamo eliminare risultati storici. Noi siamo per i meriti sportivi”, ha concluso Colombo.

Fonte: repubblica.it

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