Serie A, duro attacco di De Laurentiis a Marotta: “Riprendere? A te che frega, hai mandato già via la squadra”

tesoretto napoli

Serie A, duro attacco di De Laurentiis a Marotta: “Riprendere? A te che frega, hai mandato già via la squadra”

Come riporta l’edizione odierna del Corriere della Sera, la discussione in Lega calcio non è più quando tornare a giocare, ma se farlo oppure no. I club sull’argomento si stanno dividendo. «Quella attuale è una stagione disgraziata, stravolta dall’emergenza coronavirus. Se si parla di ripartenza poi non bisogna andare oltre il 15-22 giugno, sennò il rischio è guastare anche il prossimo campionato. Gli allenamenti? Lì bisogna essere chiari: se si può si ricomincia, altrimenti no», sintetizza Urbano Cairo, presidente del Torino.

Ormai esistono tre fronti: chi vuole riprendere (Lazio, Napoli, Roma, Sassuolo, Cagliari), chi è più deciso nel voler congelare la classifica (Milan, Inter, Samp, Genoa, Brescia) e chi ha posizioni più moderate.

Nella video riunione di Lega di ieri c’è stato un nuovo scontro. Protagonista ancora il presidente della Lazio, Claudio Lotito, che aveva già discusso con Agnelli e Preziosi. Lui e il presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, hanno attaccato l’ad dell’Inter, Beppe Marotta. Motivo della discussione sempre lo stesso, ricominciare a giocare. «A te che te ne frega, tanto hai già mandato via tutta la squadra». Il dirigente nerazzurro, pacato per indole, continua a tenere la linea consigliata dai medici: non ricominciare gli allenamenti. Stavolta ha risposto a tono, sostenendo che le scelte in casa nerazzurra non sono di competenza altrui. Il tifoso juventino Lapo Elkann, via Twitter, ha replicato in modo ironico al patron biancoceleste. «Lotito ha una laurea in virologia o in statistica? Ci illumini. L’ottimista spesso non è altro che un pessimista male informato».

Il presidente Agnelli si era già scontrato con Lotito e sembrava fermo nel non voler ripartire. Tendenzialmente è sempre su quella posizione, ma in modo meno netto, anche per il ruolo ricoperto nell’Eca, non secondario rispetto all’Uefa. Impossibile pensare di schierarsi contro la ripresa del campionato se poi l’idea è terminare le coppe a luglio. Oggi è in agenda un incontro tra le leghe europee su calendari, date del mercato e gare a porte aperte oppure chiuse.

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