Spalletti e la maledizione della fascia, Insigne come Totti e Icardi

Spalletti
   

Spalletti fa 3 su 3, la fascia nemica numero 1 di Luciano

Luciano Spalletti “perseguitato” dai capitani. Da Totti a Insigne, passando per Icardi, quanti problemi per il tecnico di Certaldo.

Tre indizi non sempre fanno una prova. La dimostrazione sta nelle ultime esperienze di Luciano Spalletti, accomunate tutte da un addio traumatico degli uomini simbolo e capitani dei suoi club. Situazioni complicate ma con storie totalmente diverse tra di loro. Dallo scontro con Totti alle liti con Wanda, fino ad arrivare alla questione Insigne. Più vittima che carnefice, dalle fiction ai dollari canadesi, Spalletti si ritrova, quasi sempre senza colpa, in situazioni grottesche.

Amo et Odi, Francesco e Luciano da teneri amanti e nemici giurati

In principio Totti, spada di Democle del tecnico di Certaldo. I due nella prima esperienza romana dell’attuale tecnico del Napoli, entrarono subito in sintonia. Il calcio offensivo dell’allenatore e il cambio ruolo del “Pupone”, precursore del falso nueve di Guardiola, regalarono al calcio italiano anni spettacolari. L’addio polemico del tecnico e qualche frase non troppo simpatica negli anni successivi, hanno portato ad una totale rottura negli anni dello Spalletti-bis alla Roma. Panchine, punizioni, dediche e critiche, mesi durissimi per entrambi, conclusesi con il ritiro di Totti e l’addio del tecnico. Iconico il botta e risposta tra Luciano e Ilary, tra un “piccolo uomo” di lei e il cd di Mia Martini dell’allenatore.

Wanda e Maurito, croce e delizia dello Spalletti milanese

Arrivato all’Inter con il compito di ribaltare la storia recente del club, Spalletti si affida subito alle capacità da bomber di Mauro Icardi. Il primo anno dell’argentino è magistrale. Titolo di capocannoniere e rimonta Champions ai danni della Lazio. Il feeling tra Luciano e Maurito è forte e non bastano gli scontri tra Wanda e la società a minarne il rapporto. Le troppe chiacchiere televisive della moglie-agente del Capitano dell’Inter però, portarono ad una spaccatura profonda tra Icardi e lo spogliatoio con Marotta, neo AD nerazzurro, costretto ad intervenire, privando l’attaccante della fascia di Capitano. Di lì in poi poco calcio giocato e tanto show, con la ciliegina finale dell’errore dal dischetto, quasi fatale, in Inter-Empoli. L’addio a fine stagione toccò sia a Spalletti sia a Icardi, penalizzati entrambi da quella fascia maledetta.

Insigne-gate, Lorenzo il Magnifico di Toronto City

L’amore tra Spalletti e il Napoli sboccia quasi subito. Tecnico carismatico, affascinante nelle dichiarazioni e portatore sano di bel gioco. La squadra sembra costruita per lui e il faro non può che esserne Insigne, Capitano e leader della formazione azzurra. L’Europeo vinto da protagonista però, invece che da traino diventa il principale motivo di scontro tra il Magnifico di Frattemaggiore convinto di meritare un rinnovo a cifre importanti e il Presidente De Laurentiis, costretto a guardare attentamente ai bilanci. L’accordo man mano diventa una chimera con Insigne giorno dopo giorno, sempre più lontano da Napoli. Spalletti può farci poco, nonostante gli attestati di stima verso il suo Capitano. Importante la difesa del tecnico dopo i ripetuti errori dal dischetto. L’offerta monstre del Toronto ormai è storia e il trasferimento è praticamente ufficiale. La vera sfida di Spalletti diventa la gestione di Insigne in questi ultimi mesi a Napoli. Sfida difficile ma non impossibile per uno abituato, ormai, a questi problemi. 

Mario Porcaro

 

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