Spalletti vs Pioli, analogia di una partita a scacchi
Spalletti, l’animo toscano e conservativo: come plasma i suoi giocatori. Pioli, pragmatico e concreto: ama esaltarli sul campo.
Adesso, è tutta una sfida mentale. Un gioco di testa, di sguardi. Proprio come in una partita a scacchi. Bisogna guardare il proprio avversario negli occhi, intuire la prossima mossa. Scorgere i suoi movimenti, captarlo fino a trarlo in errore. Muovere le pedine giuste: scacco matto. Chi crollerà per primo?
Chi la spunta?
Tutto vero. Il Napoli deve ragionare così, con questa mentalità. Consapevole dei propri mezzi, delle proprie qualità perché è solo così che potrà muovere il proprio cavallo dinanzi al Re e fare scacco matto. Adesso sta tutto nelle loro mani. Ognuno padrone del proprio destino perché un passo falso significherebbe iniziare a dover rincorrere l’avversario e allora la guerra psicologica potrebbe iniziare ad essere un’altra. Stefano Pioli è di Parma. È un emiliano doc: pragmatico e molto schematico. A lui più che entrare nella testa dei giocatori piace conquistarli sul campo, mettendoli a proprio agio tra le linee e facendo dettare le regole del proprio gioco. Il che non è sbagliato, soprattutto se questa metodologia ti pone in testa alla classifica. Pioli, inoltre, dalla sua ha un’altra arma in più, ma nello spogliatoio. Zlatan Ibrahimovic funge anche da uomo spogliatoio. E forse è anche per questo che il Milan ad oggi può vantare una quadratura invidiabile.

