Suarez: “Benitez per Callejon è l’uomo del destino. Merita la convocazione nella Spagna”

 
 
   

INTER MADRID FINALE CHAMPIONS LEAGUE 2010L’ex campione dell’Inter, Luisito Suarez, ha rilasciato una lunga intervista a Il Mattino, dove ha parlato dei suoi connazionali del Napoli:
«Il più forte spagnolo in Italia dopo di me? Forse Rafa ha ragione. Ma era pure ora dopo 45 anni! Per questo è giusto che Callejon venga convocato da Del Bosque. Anche perché ci sono Silva e Diego Costa e non capisco perché non possa avere pure lui una possibilità»

Suarez, Benitez ha detto proprio così. Forse esagera un po’?
«Dimentica Luis del Sol e Joaquin Peirò, forse perché è troppo giovane, ma diciamo che negli ultimi anni per noi spagnoli non è mai stato facile qui in Italia. Pure Guardiola viene ricordato più per la simpatia che per quello che ha fatto in campo».

Ma perché è così diversa la Liga dalla serie A?
«C’è una mentalità diversa: si pensa più allo spettacolo che alla tattica. E quindi si guarda sempre con un po’di snobismo al calcio italiano».

A lei piace come gioca Callejon?
«Sì, mi piace il fatto che lui sia non solo un bomber ma anche al completo servizio della squadra. E che si sia immediatamente calato nel clima di Napoli, che è senza dubbio la più spagnola delle città italiane. È un architetto del gioco, come lo ero io sia pure in un’altra posizione del campo. Perché c’è sempre lui nella manovra offensiva ed è difficile non trovarlo pure in fase di copertura».

Il Napoli di Benitez sta dando spettacolo.Può aprire un ciclo?
«I cicli bisogna crearli coi risultati e con le vittorie. È un po’ presto per esultare, ho visto come ha messo in ginocchio la Roma: la squadra azzurra mi sembra sulla strada buona».

C’è qualcosa che il tecnico di Madrid non ha ancora capito dell’Italia?
«La serie A è un campionato particolare, nel bene e nel male. Lui è uomo assai intelligente e preparato,uno che studia tutti i particolari: alle volte deve capire che bisogna rinunciare a qualche idea pur di ottenere un risultato. E che questo non vuol dire fare passi indietro».

Callejon e Rafa, c’è un marchio tutto spagnolo in questo Napoli.
«Sembra quasi una squadra della Liga. Anzi in Spagna non tutte hanno tanti spagnoli.È la stessa squadra dello scorso anno:uguale l’allenatore,praticamente invariati i giocatori.Quindi è uguale anche la filosofia e il modo di giocare,che è spesso esaltante anche se talvolta è poco redditizio».

Benitez ha un fascino enorme sugli spagnoli?
«Per Callejon è l’uomo del destino, che dubbio c’è? In Spagna non era considerato così forte come lo è adesso,dopo due anni con lui. Chiaro che Del Bosque non possa far finta di niente. Non so se sarebbe venuto a Napoli senza Rafa. D’altronde lo capisco:anche io andai all’Inter solo perché attratto dal fascino di Helenio Herrera. E nel 1961 l’Inter non era ai vertici europei e io l’anno prima avevo giocato la finale di Coppa dei Campioni. Ma era impossibile dire di no al Mago. Come credo che adesso sia impossibile dire di no a Benitez».

Chi vince lo scudetto?
«Mi sembra che ci sia un grande equilibrio. La Juve non è imbattibile e tutte, compresa l’Inter, possono puntare al primo posto”

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Carmine Gallucci

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