TOP: Uno schiaffo fa male, ma quando ad essere colpito non è il
volto ma il morale, allora il dolore è più forte. Arriva al termine dei primi 45’ del match contro il Palermo. E spiega in maniera incontrovertibile la situazione attuale del Napoli. Lo schiaffo morale, è ovviamente, quello di Walter Gargano ai tanti, troppi, contestatori partenopei che avevano storto il naso alla mancata cessione del Mota: dopo aver lottato come un leone su ogni palla che passa nella sua zona di campo, pennella al bacio un assist per Callejon per il momentaneo 3-2. Non è la prima volta che accade, anzi, nelle ultime gare è difficile individuare un azzurro più meritevole di lui. La fotografia, dicevamo, dello status quo. C’è spaccatura su tutto e su tutti. Fin dai primi giorni di luglio. Tutti hanno sbagliato, tutti hanno pesanti responsabilità nessuno escluso, società, allenatore, tifosi. Eppure, c’è un figliuol prodigo, che incurante delle offese (giunte perfino sull’account Instagram della moglie Miska Gargano) è, fra pochi, che ha mantenuto la calma e con estrema umiltà sudato quella maglia che in tanti giurano di amare ma che nei fatti tradiscono con un operato fallimentare. E, per il bene del Napoli, è da qui che si deve ripartire ed essere “Garganici”.
FLOP: E per il bene del Napoli, non si possono più sottacere della amare verità: le partenze di Reina, Fernandez, e Behrami si sentono eccome. Non è il tasso tecnico che manca a questa squadra che in altre condizioni avrebbe fatto di un sol boccone Atletico Bilbao, Chievo, Udinese e Palermo. Ma oggi, quello che manca a questa squadra è il carisma. Ricordiamo il ritornello della passata stagione. A metà campionato Benitez dichiarava che i suoi giocatori erano ancora all’80% della condizione fisica. Anche in questo campionato le energie vengono dispensate col contagocce. Ma sono il carattere, la grinta e la fiducia gli assenti ingiustificati. Tanti sono i calciatori che ieri sera vanno dietro la lavagna. Ma per tanti piccoli episodi, e, soprattutto, per palesi responsabilità, è Rafael il flop della serata: non solo perché non può valere l’esperto Reina, ma, cosa più allarmante, è che dopo l’infortunio è un lontano parente del reattivo e impavido portiere visto in tante occasioni quando il suo titolare non era disponibile. Una valutazione fin troppo affrettata quella di giudicare il giovane brasiliano sono nelle “tranquille” sedute di allenamento a Dimaro. In partita il clima è diverso e una difesa, già scarsa di autostima, dovrebbe essere sorretta da un numero uno, in tutti i sensi.

