UEFA – Il comunicato che tutto il mondo sportivo aspettava

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La UEFA ha deciso, basta Gazprom. FIFA e Comitato Olimpico dicono no alla Russia e ai russi.

La risposta che ci aspettavamo. In questi giorni la redazione di Forzazzurri.net aveva commentato la decisione della UEFA di cambiare la sede della finale della Champions League, a seguito dei fatti di guerra tra Russia ed Ucraina. La disposizione emanata dall’organizzazione calcistica europea aveva lasciato l’amaro in bocca in quanto la stessa ancora non si era espressa sullo sponsor. Infatti, come riportato dal precedente approfondimento, la Gazprom rappresenta la società più grande in Europa per la fornitura di gas e aveva un accodo di sponsorizzazione con la UEFA pari a 300 milioni di euro per i prossimi 10 anni.

Il comunicato di chiusura

Nell’ultimo giorno di febbraio sul sito ufficiale della UEFA viene pubblicato un comunicato ufficiale in cui si afferma: “la UEFA ha deciso oggi di concludere la sua partnership con Gazprom in tutte le competizioni. La decisione ha effetto immediato e riguarda tutti gli accordi esistenti tra quelli per la Champions League, per la competizione UEFA per nazionali e per UEFA EURO 2024”. La decisione dell’organizzazione di Ceferin è stata in linea con quello che l’opinione pubblica calcistica ha chiesto: rinunciare ai soldi russi. Come già fatto dallo Schalke 04, la UEFA ha risposto in modo adeguato alla visione europea della “condanna a Putin”.

Non solo la UEFA

Ad unirsi a questa aria di esclusione è stata la Fifa che, in un secondo comunicato congiunto con la UEFA, ha deciso di sospendere tutte le squadre russe sia nazionali che di club a partecipare alle competizioni di entrambi le federazioni, fino a nuova comunicazione. La prima a subire tale decisione è stata lo Spartak Mosca che ha non ha potuto giocare l’ottavo di finale di Europa League e ha assistito ad una eliminazione, senza giocare, a favore del Lipsia. La stessa sorte è stata per la nazionale di calcio russa che è stata cacciata fuori dal playoff di qualificazione a beneficio della Polonia. Ad aggiungersi alla lista di organizzazioni che puniscono la Russia si aggrega anche il Comitato Olimpico Internazionale che ha richiesto agli atleti, squadre o dirigenti sportivi di presentarsi agli eventi in calendario senza il nome, i simboli e la bandiera della Russia e Bielorussia.

La caccia alla sanzione più pesante per la Russia è cominciata. Le immagini che ci arrivano dall’Ucraina sono forti ed indimenticabili in cui un popolo, una terra e una nazione sono in ginocchio davanti al mondo. Le decisioni di UEFA, FIFA e Comitato Olimpico sono una chiara risposta al calpestamento dei principi su cui si fonda lo sport. NO WAR!

Francesco Abate

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