VIDEO – Report, le nuove intercettazioni sulla Juve: “Se mi beccano sono fo***uto. I bovini non devono cantare…”

   

Report, le nuove intercettazioni sulla Juve:

Dopo la prima puntata di lunedì 22 ottobre a ‘Report’, programma in onda su Rai 3, si torna a parlare di quel mondo opaco (emerso dall’inchiesta Alto Piemonte) che legherebbe alcuni dirigenti della Juventus, ultrà e ’ndrangheta, favorendo un sistema di bagarinaggio da milioni di euro.

Il presidente Andrea Agnelli aveva detto che “Alessandro D’Angelo (capo della security ndr) non ha aiutato a introdurre nello stadio gli striscioni canaglia su Superga”. Ma la redazione del programma non ci sta ed ha mandato in onda, ieri sera, la seconda parte del servizio.

“Lunedì si è parlato dell’inchiesta tra capi ultrà, Juventus e ‘Ndrangheta. Nessun dirigente o dipendente della Juve è rimasto coinvolto nell’inchiesta penale. Tuttavia nelle motivazioni della Corte d’Appello c’è scritto che la Juve ha ceduto biglietti ai capi ultrà nella consapevolezza che questi traessero utili per la quiete all’interno dello stadio. Alessandro D’Angelo e l’ex ultra Bucci coinvolti per curare i rapporti con la società. Bucci poi si è ucciso.

A febbraio 2014: i tifosi della Juve espongono striscioni contro Superga. Dalle intercettazioni risulta che il responsabile della sicurezza fece entrare quegli striscioni. Per non scioperare, gli ultras vogliono far entrare gli striscioni. La Juventus pagherà la multa per far entrare questi striscioni.

Il giorno dopo la partita D’Angelo, responsabile sicurezza, viene convocato da Agnelli. E’ stato ripreso dalle telecamere, tutti sanno che è stato lui. La ramanzina al proprio dipendente, però, non è tanto per la gravità degli striscioni, ma per essersi fatto beccare.

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