Vigorito (pres. Benevento): “Avrei preso due azzurri. Io tifoso in Curva B ma se blocchiamo il Napoli sarà una bella soddisfazione”

Vigorito Oreste

Il presidente del Benevento Oreste Vigorito ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de “Il Roma”

Allora presidente è emozionato per questa supersfida con il Napoli?
«Emozionato no. Piuttosto sono curioso di capire cosa succede non solo sul piano sportivo ma anche su quello sociale e personale. A Napoli ci sono stati i fuochi d’artificio quando abbiamo conquistato la serie A e quindi suppongo che ci sia un feeling. Mi farebbe piacere constatare che non venga annullato per una partita di calcio…».
Anche lei è molto legato a Napoli…
«Certo, non dimentico di vivere in questa città. Le racconto un aneddoto che nessuno sa. Il primo regalo del diploma da parte di mio padre è stato un abbonamento di Curva B. All’epoca tifavo per Careca, Giordano, Maradona. È naturale che adesso tifo Benevento ma non nascondo che conservo nel mio cuore la prima simpatia. Sono curioso di vedere la mia reazione. Una sconfitta eventuale sarebbe meno amara. Mi auguro che sia una bella partita».
Lei promise a suo fratello Ciro, che è stato per anni corrispondente da Avellino del “Roma”, di portare il Benevento in serie A. C’è riuscito…
«Era una nostra promessa. Quando presi il Benevento era lui l’esperto di calcio. Ad un certo punto gli chiesi senza presunzione: “Ma un giorno andremo in A?”. Lui mi rispose: “In tre anni si può fare ma non ci si riesce sempre”. Oggi la nostra promozione è di rimanere in A. Altrimenti sono le promesse degli innamorati di 18 anni che girando l’angolo si fidanzano con altri».
La sua gestione del Benevento è già nella storia: è stato l’unico club che in un anno solare è passato dalla serie C alla serie A….
«Personalmente ho sempre cullato dei sogni. E sono belli quando si avverano. È successo raramente che una famiglia investa come noi e resti per undici anni in C. Facendo un attimo i conti, tenendo presente i i casi Monopoli e Sorrento, noi abbiamo conquistato una promozione ogni due anni. C’è poco da fare: il lavoro e gli investimenti devono dare dei risultati. A lungo andare qualche sforzo viene anche ricambiato».
Come ci si sente ad essere il presidente di un club che dopo 88 anni di storia è entrato nel calcio che conta?
«Un uomo da solo non può fare nulla. Tanti sono stati i fattori. Prima di tutto l’entusiasmo. Abbiamo fatto un finale di stagione in maniera splendida. La città, che inizialmente era pessimista, ci ha sostenuto».
Sì ma si prenda qualche merito anche lei…
«Se proprio devo peccare di modestia allora dico che ho avuto la capacità di non aver esonerato il mister nei due mesi di crisi. Da febbraio fino a metà aprile abbiamo consumato tanti punti. C’erano molti corvi sul Benevento e su Baroni. In quel momento ho avuto la razionalità di capire di non mandarlo via. Nel calcio arriva sempre il momento nero. Ho utilizzato i miei dieci anni di esperienza. Quando si cambia si ammette di aver sbagliato. Ne ho fatti tanti di sbagli ma ora sto cercando di limitarli».
Questa nuova esperienza la porterà ad entrare negli stadi più importanti d’Italia. Però i tifosi del Benevento al San Paolo saranno solo 1.100…
«Ho addebitato questa mancanza di biglietti al Napoli. Mi è dispiaciuto molto. Noi abbiamo ufficialmente richiesto un aumento della disponibilità alla società azzurra e non abbiamo avuto risposta. Anche il cugino di campagna se viene a trovarti la casa è sempre aperta… Mandare mille biglietti per una partita che si gioca in uno stadio di sessantamila spettatori è davvero poco. Che posso dire, mi auguro che quei mille fortunati riescano a stare al passo dei napoletani».
Che partita si aspetta?
«Che i miei ripetano la gara con il Torino. Abbiamo giocato contro tanti campioni domenica scorsa. L’attacco granata vale da solo l’intera città di Benevento. Poi la solita ingenuità ci ha portato alla sconfitta per la seconda volta. A Napoli mi auguro di non perdere per inesperienza. Non me ne voglia nessuno, ma se blocchiamo il Napoli sarà una bella soddisfazione. E come aprire una bottiglia di champagne anziché una di spumante».
Giuntoli lo conosce bene visto che lo voleva con lei tre anni fa. Se avesse potuto, quali giocatori gli avrebbe chiesto per il suo Benevento?
«Un centrocampista e un esterno. Purtroppo sia Allan che Insigne non sono alla portata del Benevento e allora non ho chiesto nulla. Lorenzo l’ho incontrato in serie C col Foggia quando c’era anche Sau e ci castigò. Speriamo che non segni di nuovo a noi…».

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