Vincenzo Vitiello: “Napoli? Manca un leader che sappia prendere la squadra per mano durante le situazioni difficili che si verificano in alcuni match”

 
 
Vitiello
   

Vincenzo Vitiello: “E’ doveroso considerare positiva l’inizio stagione del Napoli. Ecco cosa manca a questo Napoli…”

Vincenzo Vitiello vicedirettore della testata FORZAZZURRI.NET  ci elenca altri interventi che dovrebbe effettuare sul mercato. Vincenzo ha fatto della propria passione un lavoro, il sogno che ha ogni italiano medio. Con caparbietà ha esaudito il proprio sogno nato sin da piccolo quando si recava allo stadio. Ritiene Ancelotti l’allenatore giusto per il Napoli considerandone il palmares. Sostiene che l’Inter possa essere la degna rivale per il secondo posto col Napoli.

Di seguito vi riportiamo l’intervista completa.

Il calcio, come lo hai scoperto?

“Come tutti i bambini, iniziai a dare i primi calci ad un pallone in un cortile piuttosto che in un giardino, ma era solo un gioco fine a se stesso e svuotato da qualsiasi competitività: solo divertimento.

Sempre da adolescente mi incuriosivano i commenti espressi dagli adulti che seguivano i vari campionati di calcio a livello professionistico.

Sporadicamente leggevo alcuni quotidiani sportivi e, durante le letture, comprendere che, al  ludico e divertente gioco, vi era una rivalità non solo calcistica tra le squadre che si affrontavano. L’aspetto che più mi affascinava era che la mia città veniva rappresentata anche a livello sportivo su di un rettangolo di gioco. Una domenica fui accompagnato allo Stadio San Paolo per assistere al match di serie A Napoli – Lecco.

Venni travolto da un’emozione unica nell’assistere ad una  partita dal ‘vivo’ e non più a spezzoni di gara -in bianco e nero- davanti ad un televisore.

Da allora iniziai a seguire maggiormente uno spettacolo che poi è diventato lo sport più amato in Italia e non solo. In particolare seguivo il Napoli, ma mi appassionavo anche quando i top club italiani (Juventus, Inter e Milan) si esibivano in campo internazionale”.

Quando hai capito potesse diventare un lavoro?

“Premetto che ho esercitato la professione di Docente di scuola media superiore  e contemporaneamente – per hobby- mi sono occupato di giornalismo.

Dedicandomi con passione e trasporto totale, dopo aver sempre desiderato di poter scrivere e raccontare ciò che accadeva su un  campo di calcio oltre ad avere la possibilità di poter commentare eventi ed esprimere giudizi a livello personale, ho compreso che diventando un lavoro avrei avuto maggior tempo e possibilità per scoprire, analizzare, descrivere e diffondere notizie.  

Riflettendo ho dedotto che ciò che stavo svolgendo, esclusivamente per passione, poteva diventare un lavoro. Comunque espleto questa attività esclusivamente per passione verso il giornalismo ed il calcio in particolare”. 

Sei un affermato giornalista, raccontaci dove hai cominciato

“Dalla scrittura di un articolo alla preparazione di una cartella stampa, passando per la critica e l’informazione online attraverso testate web, blog e social network, ho avuto la possibilità di operare -come redattore inizialmente e come Direttore successivamente-  in diverse testate giornalistiche sul web e su un  settimanale cartaceo dove mi occupavo di alcune tematiche riguardanti il mondo del tifo con i conseguenti risvolti positivi e negativi”.

Una panoramica sul mondo dell’informazione nelle sue più diverse declinazioni

“Il dovere più pregnante del giornalista e caposaldo del diritto di cronaca è il dovere di verità, considerato sia dalla L. n. 69/1963 che dalla stessa Carta dei Doveri quale “obbligo inderogabile”.

Gli organi di informazione sono l’anello di congiunzione tra il fatto e la collettività. Essi consentono alla collettività l’esercizio di quella sovranità che secondo l’art. 1 Cost. “appartiene al popolo”. Un’informazione che occulta o distorce la realtà dei fatti impedisce alla collettività un consapevole esercizio della sovranità. Sono inderogabilmente necessari i  narratori che raccontino le loro verità -in nome del sacrosanto diritto di libertà di informazione ed opinione- senza condizionamenti vari o linee editoriali legate ad un qualsivoglia e magari legittimo interesse.

Rendere credibile il calcio? Esprimere opinioni legittimate da obiettività e precisione? Non fomentare con vari slogan –riportati in vari luoghi, contrapposizioni e manifestazioni incresciose da parte di varie tifoserie? Avere il coraggio di fare anche un giornalismo di inchiesta per garantire, nel tempo, uno sport che appassiona milioni di persone? Finalità che si spera abbiano un riscontro pragmatico e non restino solo vaghe, utopiche e sane intenzioni”.

Per quale testata lavori?

“Attualmente sono vicedirettore sulla testata ForzAazzurri.net. Testata giornalistica online interamente dedicata al Calcio Napoli”.

Napoli, il tuo mondo come vedi la stagione appena iniziata?

“Nonostante l’inopinata sconfitta interna con il Cagliari e la sfortunata partita persa a Torino contro la Juventus, il Napoli è attualmente nelle prima quattro posizioni della classifica ed a cinque punti dall’Inter,  considerata da molti ed anche da me, la rivale degli azzurri per la conquista del secondo posto.

In Champions League i partenopei sono in testa al girone E. Gli uomini di Ancelotti hanno battuto al San Paolo il Liverpool e –dopo tre anni che la squadra azzurra non vinceva in trasferta- il Salisburgo su un campo dove nessuno vinceva da 70 partite. E’ quindi doveroso considerare la stagione appena del Napoli, positiva -spiega Vincenzo Vitello-“.

Ancelotti può essere un allenatore competitivo?

“Ancelotti ha conquistato più trofei di qualunque altro suo collega del presente e del passato: sette trionfi complessivi sulle panchine di Juventus, Milan e Real Madrid dal 1999 al 2014, considerando le competizioni continentali UEFA per club.

Un tecnico con questo palmares e con la mentalità vincente, come si può pensare che non sia più un allenatore competitivo?.Nel Napoli ha dimostrato che –nonostante i continui massicci turnover che mette in atto- riesce a proporre in casa ed in trasferta, formazioni determinate a conseguire il massimo risultato”.

Pensi possa contrastare la Juve

“Il gap tra la Juventus ed il Napoli non è stato ancora colmato dal club di Aurelio De Laurentiis. La squadra bianconera, per la notevole organizzazione societaria, l’organico che possiede, l’esperienza e la continua voglia di vincere, per me, attualmente è la favorita alla conquista del titolo tricolore.

Quest’anno la Juventus, alla continuità di risultati, ha aggiunto la continuità di gioco con l’arrivo di Sarri”. 

Dove pensi che questa squadra debba essere migliorata?

“Il Napoli, avendo un organico costituito da molti giocatori duttili che spesso vengono utilizzati ad Ancelotti non nei loro ruoli naturali, riesce a mascherare qualche vuoto nelle formazioni che scendono in campo.

Secondo me, in primis, manca un leader  che sappia prendere  la squadra per mano durante le situazioni difficili che si verificano in alcuni match.

Occorre alla squadra di Ancelotti un regista ed un altro centrocampista che possa alternarsi con Allan, oltre a risolvere il problema sul ruolo del terzino sinistro vista la non chiara attuale situazione di Ghoulam”. 

Cosa ne pensi della Var?

“Con l’inizio della stagione calcistica attuale, vi sono state delle revisioni del sistema VAR dopo le pregresse polemiche avvenute negli scorsi campionati.  Con le nuove modifiche gli addetti al VAR possono intervenire solo in caso di errore chiaro ed evidente.

La tecnologia VAR, interverrà solo quando l’errore è palese a tutti; in tutti gli altri casi farà fede la sola decisione dell’arbitroIn questo contesto si possono generare anche problemi tra addetti al VAR e direttore di gara.  Resta, inoltre la discrezionalità –ancora una volta- affidata agli arbitri.

Non si riesce a comprendere perché,  se è stato messo a disposizione uno strumento tecnologico per far si che le gare abbiano un andamento regolare e  le polemiche vengano spente sul nascere,  un arbitro non deve ricorrere al VAR sempre quando vi sia il minimo dubbio su una qualsivoglia azione di gioco. Attualmente vedo solo tanta confusione, protagonismo da parte di alcuni  direttori di gara e molte problematiche irrisolte”.

Mancini puo’ farci vincere l’Europeo?

“l’Italia torna a vincere e convincere. L’arrivo di Roberto Mancini ha dato una scossa a tutto l’ambiente, facendo tornare entusiasmo attorno ad una Nazionale che aveva fatto calare l’interesse dopo la mancata qualificazione al Mondiale. Il ct azzurro ha creato un gruppo giovane, motivato e con tanta voglia di vincere.

Mancini ha dato un gioco all’Italia. Un gioco spettacolare e produttivo che ha permesso agli azzurri di ottenere la qualificazione ad Euro2020 vincendo il proprio girone con due gare di anticipo.

Battendo il Liechtenstein, Mancini ha ottenuto la nona vittoria consecutiva alla guida della squadra azzurra. E’ il miglior risultato di sempre per i nostri colori ed eguaglia un record precedentemente raggiunto da un solo allenatore, Pozzo.

L’Italia attuale una Nazionale che fa del possesso palla una sua prerogativa, gioca con la difesa alta, ed il pressing sui portatori di palla avversari è costante. I presupposti per fare bene agli Europei ci sono tutti e, magari, anche di vincere la competizione continentale. Io ci credo conclude Vincenzo Vitiello-“.

 

PER LEGGERE TUTTE LE NOTIZIE SUL NAPOLI CLICCA QUI

 

Gazzetta esalta il Napoli: “Ci voleva, vittoria fuori casa pirotecnica e sfrontata! Ora bisogna solo impegnarsi per buttare la qualificazione…”

Napoli, Capello demolisce Koulibaly: “Il peggiore in campo, ecco i suoi errori”

Calciomercato Napoli, Ibra non è un sogno: contatti avviati

Venerato: “Bello l’abbraccio tra Insigne ed Ancelotti, sa di ‘Guerra e pace”

Iscriviti al canale Telegram di ForzAzzurri

   
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *