Al 19′ la Juventus è già in vantaggio. Damiani serve Causio che con un destro all’incrocio dei pali della porta difesa da Carmignani porta in vantaggio la Juventus. La difesa ancora più che l’attacco era stata la causa del poderoso recupero del Napoli nel girone di ritorno. Luis Vinicio aveva rinunciato al sogno coraggioso di utilizzare la difesa a zona, dopo il disastroso 6-2 in casa dell’andata. Tarcisio Burgnich, acquistato dall’Inter e reduce da due mondiali disputati da titolare, era stato un suo punto di forza. Purtroppo in quell’occasione, così come in occasione del secondo gol, tutta la difesa non fu molto attenta.
Il primo tempo passò senza che il Napoli sapesse reagire. Negli spogliatoi, invece, Vinicio dovette saper trovare le parole giuste. Il Napoli del secondo tempo fu tutta un’altra cosa. Prima Massa e poi Clerici mancarono il gol e l’occasione del pareggio. Poi, sarà Fabio Capello che con tocco raffinato colpì la traversa su punizione. Al 14′, però, fu il momento del duo napoletano Massa-Juliano. Il primo con una serie di dribiling si liberò sulla sinistra per poi servire Juliano che con un bellissimo tiro di esterno destro ottenne il meritato pareggio.
Il controllo del gioco restò nelle mani del Napoli, fino a quando al 30′ Josè Altafini sostituì lo stanco Oscar Damiani. A due minuti dalla fine su angolo di Causio un colpevole Carmignani mancò la presa. La palla finì nei piedi di Cuccureddu che colpi il palo e Altafini con un facile tocco depositò la palla in rete. Fino a quel momento il brasiliano aveva toccato pochi palloni ed era stato assolutamente ininfluente nel gioco.
La partita finì così: 2 – 1 per la Juventus che salì a +4 sul Napoli e che quell’anno avrebbe vinto il suo 16° titolo nazionale.
Ma chi era Altafini?
José Altafini era arrivato nel Napoli nell’estate del 1965, quando Achille Lauro, ex sindaco della città, ricchissimo armatore e Presidente del Calcio Napoli aveva speso 90 milioni di lire per acquistare l’argentino Omar Sivori dalla Juventus e ben 280 per Josè Altafini dal Milan. Con la coppia Sivori-Altafini il Napoli raggiunge risultati mai ottenuti in precedenza (terzo nel 1965-66 , quarto nel 1966-67 e, per la prima volta nella sua storia, secondo nel 1967-1968).
Quegli acquisti, però, precipiteranno la società sull’orlo del fallimento, quando intervenne un giovane ingegnere di neanche quarant’anni a salvare la società, il suo nome era Corrado Ferlaino. Questi decise di sbarazzarsi nel 1972 di due glorie quali Dino Zoff e Josè Altafini (ormai 34enne), che passarono alla Juventus. Altafini si sarebbe vendicato di quell’affronto tre anni più tardi.
Dopo la partita Altafini disse che i tifosi del Napoli lo avevano fischiato e lui li aveva puniti, ma il giorno dopo su un muro del San Paolo apparve uno striscione con il famosissimo: “Altafini core ‘ngrato!”
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A Torino per l’impresa: 6 aprile 1975 Juventus-Napoli 2 – 1
Amedeo Gargiulo


