Napoli Juventus. Quando Maradona ci levò ‘o scuorno ‘a faccia

La celebre canzone “Maradona è meglio ‘e Pelé” composta per l’acquisto di Diego Armando Maradona recitava Maradona, mo’ ca stai ccà, / levancillo ‘o scuorno ‘a faccia a ‘sta città.

Quale sia ‘o scuorno (la vergonga) è facilmente intuibile. La società nata nel settembre del 1926 (se si esclude l’esperienza dell’Internaples) aveva vinto solo 2 Coppe Italia nel 1961/1962 (unico caso di una squadra vincitrice della Coppa Italia disputando il Campionato di Serie B) e nel 1975/19761 Coppa delle Alpi nel 1966 (proprio contro la Juventus) e 1 Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1976. Era chiaro che i napoletani sognavano lo scudetto. Il miglior risultato raggiunto nel Campionato di Serie A era stato il secondo posto del 1967/1968 e del 1974/1975.

I napoletani, che la parola scudetto non la nominavano per scaramanzia, si accontentavano di un obiettivo più semplice, ma, apparentemente, altrettanto irraggiungibile. Era il 3 novembre del 1985, giorno della nona giornata di Campionato della massima serie. A Napoli giungeva una Juventus che aveva stabilito il record di 8 partite vinte in 8 partite disputate (Avellino, Pisa, Atalanta e Bari in casa e Como, Verona, Torino e Udinese in trasferta). Quale migliore occasione per togliere ‘o scuorno a faccia a ‘sta città? L’ultima vittoria del Napoli sulla Juventus risaliva al 14/05/1978 in Coppa Italia Napoli – Juventus 5 – 0 (4 Savoldi, Pin). In Campionato, invece, l’ultima vittoria risaliva al 14/10/1973 Napoli Juventus 2 – 0 (Cané, Clerici R). Dall’ultima volta, dunque, che il Napoli aveva battuto la Juventus in Campionato erano passati 12 anni! 

Maradona era arrivato a Napoli l’estate del 1984 ed aveva affrontato la Juventus già due volte nel Campionato precedente: Il 23 dicembre 1984 Juventus Napoli 2-0 (Briaschi, Platini) e il 05/05/1985 Napoli Juventus 0 – 0. Eppure quella domenica piovosa di novembre del 1985 l’aria era diversa. Si respirava l’aria dell’impresa. C’era un’aria dell’adesso o mai più!

maradonaA chi chiedeva a Maradona se contro una Juventus imbattibile il Napoli si potesse accontentare del pareggio Maradona rispondeva di no. I napoletani non erano abituati a tanta baldanza. Del resto, il primo Napoli di Maradona della stagione 1984/1985 non era andato oltre l’ottavo posto in Classifica.

La Juventus è tranquilla e carica. Platini sereno. Alla domanda di un giornalista se conoscesse il Maschio Angioino, Platini rispose ironicamente “Diego”.

Comunque, la partita ha inizio. Il primo tempo scivola senza grandi emozioni fino al 39′, quando in seguito ad una gomitata di Brio, l’arbitro Giancarlo Redini di Rieti, decide incredibilmente di espellere oltre lo juventino anche l’incolpevole Salvatore Bagni (che proprio oggi compie 59 anni). Nel secondo tempo c’è una sola squadra in campo. Maradona fallisce di destro (se questo piede fosse stato buono anche solo la metà del sinistro sarebbe stato davvero un giocatore di un altro pianeta) una buona occasione sventata da Stefano Tacconi. Si giunge al 70′, quando per un’azione giudicata ‘gioco pericoloso’ proprio su Maradona viene concessa una punizione a due nell’area di rigore della Juventus. Ci furono circa due minuti di protesta. Prima perché i giocatori del Napoli chiedevano il calcio di rigore (già nel primo tempo non ne era stato concesso uno per un fallo su Celestini), poi perché la barriera non rispettava la distanza regolamentare. La distanza dalla posizione in cui Eraldo Pecci toccò la palla a Diego non era superiore ai cinque metri.

Giuseppe Bruscolotti raccontò, poi, che ad un certo punto Maradona non ne poteva più, prese la palla e disse: “Va bene dai. Tiro lo stesso. Tanto gli faccio gol comunque!

Ecco come nacque uno dei gol più famosi della storia del Napoli, uno dei più celebri della vita calcistica di Diego Armando Maradona, e uno dei più belli della storia del Calcio.

Amedeo Gargiulo

 

 

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Amedeo Gargiulo

Amedeo Gargiulo

Laureato in Lettere Moderne alla Federico II di Napoli nel 1997. Seconda Laurea in Storia all'Alma Mater di Bologna nel 2012. È insegnante di Lingua e Letteratura Italiana nella Scuola secondaria di secondo grado dal 2007. È giornalista pubblicista dal 2017. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo storico: "Κύμη (Cuma)" Azeta Fastpress. Si occupa di due rubriche sulla storia del Calcio: "Tasselli di storia napoletana" per Forzazzurri.net e "SINE QUA NON, siamo qui noi" per 1000CuoriRossoblu. È Presidente della Associazione Culturale Enciclomedia ODV.

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