Settore Giovanile: brutta scena a Pavullo (Mo) dove un padre in escandescenza sugli spalti ha iniziato a inveire e picchiare chiunque fosse nei paraggi.
Non c’è limite al peggio, non bastano le squalifiche, i Daspo e le cene di riappacificazione: il calcio locale sembra essere finito in una spirale di violenza da cui non riesce ad uscire. E non si possono incolpare le società se i genitori o i tesserati danno in escandescenza, trasformando tribune e campi di gioco in improvvisati ring. Dopo le aggressioni ai due ragazzini di un papà in una partita al torneo “Boldrini” tra Castelvetro e Don Monari – in settimana c’era stata un terzo tempo che sembrava aver riportato un pizzico di serenità – e la drammatica domenica tra i grandi con tre calciatori in ospedale, pesanti squalifiche inferte dal giudice sportivo di Modena e possibili diffide in arrivo ai giocatori implicati, ieri la follia dei genitori è andata in scena a Pavullo.
Gara Pavullo-Val.sa Savignano di Allievi interprovinciali sul campo “Galloni”. Mancano una manciata di minuti a fine partita e i padroni di casa stanno vincendo 2-0. La situazione è sotto controllo, non c’è tensione in campo, ma sugli spalti, praticamente fin dall’inizio, c’è un papà molesto. Da tempo riserva improperi all’arbitro, una litania continua quasi che il direttore di gara fosse la causa della sconfitta della squadra in cui milita il figlio. C’è una ragazza che prova a rimproverarlo, ma quel richiamo lo manda su tutte le furie. Si scaglia verbalmente contro la sua vittima e chiunque cerchi di riportarlo alla calma. Arriva anche un dirigente del Pavullo, che lo invita cortesemente ad uscire dallo stadio. «Abbiamo una certa filosofia – spiega il dirigente al telefono – Non possiamo accettare quel tipo di atteggiamento».
Il papà però non ha la benché minima intenzione di andarsene e all’ennesimo invito arrivato dalla tribuna di andarsene si scatena. Sale i gradoni dello stadio “Galloni” di via Serra di Porto in un battibaleno e rifila il primo, violentissimo cazzotto a colui che si era proposto di accompagnarlo all’esterno del terreno di gioco. Scatta la prima zuffa, che c’è chi cerca di trattenerlo, ma inutilmente. Pochi istanti dopo il papà, “scortato” da altri genitori, fa per andarsene, ma l’adrenalina esplode potente: si gira e colpisce di nuovo un altro genitore che gli sta a fianco. Di nuovo scattano le botte, tutto sotto gli occhi dei ragazzini in campo, che abbandonano la palla per correre verso le recinzioni, implorando i grandi di smetterla. Il figlio del padre violento è in lacrime, si vergogna di ciò che sta accadendo. L’arbitro decide di sospendere la gara, mentre allo stadio arrivano i carabinieri di Pavullo, che identificano tutti. L’inchiesta, l’ennesima, è aperta e anche stavolta sono in arrivo Daspo, ma evidentemente non basta per riportare il calcio a quello che dovresse essere: divertimento e sano agonismo sportivo.
Fonte: gazzettadimodena

