L’editorialista Mario Sconcerti scrive, sulle colonne de Il Corriere della Sera, in merito al taglio stipendi.
Secondo Sconcerti il tema è complesso in quanto non è chiara la definizione della categoria:
“Il popolo dei calciatori è vasto e complesso. Difficile chiedere lo stesso taglio per tutti, da Lukaku a Petriccione. Ma anche a Ronaldo e Bonucci. Un’idea potrebbe essere quella di fare tagli per zone d’ingaggio, una specie di scala fiscale. Più basso è l’ingaggio, meno forte è il taglio. Più in alto si va e più si interviene. Ma temo ci vorrebbe l’esercito. L’anomalia classica del calcio, avere liberi professionisti e trattarli come dipendenti a tempo indeterminato a cui si pagano tasse e previdenze, fa sì che non esista una categoria reale. Il problema è comune e deve portare a parametri comuni. Il tetto agli ingaggi, la qualità dei tagli, devono essere concordati a livello europeo. Altrimenti non avranno effetti. Il rischio maggiore? Quando il virus se ne sarà andato, sarà più difficile pensare a investire nel calcio. Saranno quelli i veri momenti di svalutazione. Infatti una trattativa già conclusa come quella della Roma con Friedkin si è bloccata per nuove valutazioni. Ridimensionare valutazioni e ingaggi, dovunque, non sarà un’eccezione. Sarà un cambio di costume. E andrà gestito con l’Europa”.
PER LEGGERE TUTTE LE NOTIZIE SUL NAPOLI CLICCA QUI
Serie A – Ripresa oppure campionato a 22 squadre
Le proposte di De Laurentiis per la crisi del calcio
VIDEO – I calciatori chiamano a casa dei cittadini
Bundesliga – Accettato taglio del 20% sullo stipendio
Ugolini:”Castrovilli piace al Napoli, ma c’è concorrenza”
Conte chiarisce:”Restrittiva fino al 30 Luglio è una fake news”
Coronavirus, il bollettino delle ore 18: contagi in calo per il terzo giorno consecutivo
CONTENUTI EXTRA

