Caos al botteghino per l’acquisto del tagliando per Ajax-Napoli.
La SSC Napoli, con la finalità di distribuire i 2600 biglietti per il match di Champions Ajax-Napoli, ha aperto due sportelli presso lo Stadio Maradona, per soli due giorni e per un totale di 14 ore. Tali numeri rendono facilmente l’idea del disagio e del pessimo servizio reso a persone che hanno già investito, con sacrificio, risparmi per assicurarsi tagliando, volo e pernottamento ad Amsterdam. A denunciare quanto accaduto è stato lo scrittore e giornalista Rosario Dello Iacovo, fondatore della pagina Facebook “Il Napulegno” e noto come RDI.
Nel corso di una diretta Facebook, registrata all’esterno dello Stadio Maradona subito dopo la chiusura dei botteghini, Rosario Dello Iacovo punta il dito sull’approssimativa organizzazione della distribuzione dei tagliandi. Dopo una prima e rapida analisi che da subito ha fatto presagire una giornata di passione. Stando al racconto i tifosi, i fortunati tifosi, che hanno avuto accesso al botteghino si sono ritrovati a viaggiare nel tempo. Lo scenario è da ufficio pubblico del dopoguerra, non c’è chiarezza sull’effettivo numero di copie necessarie alla pratica (e già questa frase la dice lunga), non c’è un pc per il personale preposto, non c’è una fotocopiatrice per sopperire ad eventuali necessità degli avventori. Inoltre, come riportato nella diretta, il personale del botteghino non ha certo meritato l’etichetta di professionalità che avrebbe in qualche modo attenuato le conseguenze della cattiva gestione dell’evento.
È colpa dell’Ajax, ma non solo
È noto che è stato l’Ajax a non concedere l’utilizzo del tagliando elettronico, ma è altrettanto evidente che la SSC Napoli ha subito la decisione senza preoccuparsi dei propri tifosi. Dello Iacovo mette l’accento su quanto il Napoli avrebbe potuto fare: rivolgersi all’UEFA. Dalla sua il club campano avrebbe potuto pretendere una soluzione diversa appellandosi sia a ragioni relative all’ordine pubblico, che a validissime e solide motivazioni di carattere sanitario facendo il possibile per evitare l’assembramento selvaggio che si è visto oggi all’esterno dei botteghino.
Le scuse
La pagina creata e gestita da RDI è nota anche per il lancio dell’hashtag “A16“, che ribadiamo non è contro la Società a tutti i costi, ma è duramente contro questi episodi che rimarcano la netta separazione tra il Napoli ed i suoi tifosi. RDI risponde anche a chi ha invitato i seguaci dell’A16 a chiedere scusa (riferendosi al noto editorialista Umberto Chiariello) alla luce degli innegabili meriti sportivi del Napoli, chiedendo a sua volta chi debba chiedere scusa ai tifosi presenti oggi. Sarebbe bastato aprire qualche botteghino in più oppure allungarne l’orario di esercizio, per evitare un notevole disservizio a chi vive di passione per il Napoli ed aggiungere l’ennesimo capitolo che avvalora il concetto di “A16”. Ciò non è stato, anzi, le aggravanti le abbiamo già sottolineate, e chissà se arriveranno delle scuse, semplici e sentite, verso chi dovrebbe sentirsi coccolato e partecipe di un progetto corale e non talvolta un fastidio.

