Calciomercato – La crisi della Serie A e il Napoli non cambia

spalletti mercato

Il calciomercato estivo del 2021 ha visto l’impoverimento della Serie A. In tutta questa situazione De Laurentiis mantiene il Napoli intatto.

Cambiano tutti, tranne il Napoli. A poche ore dalla chiusura del calciomercato estivo del 2021 è tempo di tirare le somme. Il punto fondamentale per questa finestra di mercato è stata la “Spending Review”, a causa della crisi economica mondiale e, in particolare, calcistica dovuta alle conseguenze del Covid-19. Se il PSG ha rappresentato un colosso per il calciomercato europeo grazie all’acquisto di Lionel Messi, in Italia la situazione è stata completamente diversa. Infatti, le squadre di Serie A hanno dovuto affrontare e risolvere problemi relativi ai buchi di bilancio attraverso le cessioni di grandi campioni, ma nel nostro campionato l’unica che ha resistito e ha mantenuto l’assetto della sua squadra è Napoli di Aurelio De Laurentiis:

Pazza Inter

Questo calciomercato ha fatto emergere molte verità in merito alle situazioni finanziarie delle squadre di Serie A. Tra queste si deve tenere in considerazione la difficilissima gestione dell’Inter, che fresca di tricolore sulla maglia, aveva lanciato l’allarme prima dell’inizio di sessione di mercato con l’ex capitano Javier Zanetti: “L’Inter ha attraversato e sta attraversando gravi problemi finanziari, con un passivo superiore ai 102 milioni di euro. Dobbiamo migliorare”. Una situazione economica che ha fatto scappare l’allenatore del tricolore 2020/2021 Antonio Conte da Milano e ha permesso ai nerazzurri di risparmiare un ingaggio da 13 milioni netti (circa 25 lordi). Il moto interista per questa sessione di mercato è stato: “compriamo solo se vendiamo”. Infatti, la società nerazzurra è stata obbligata a vendere Hakimi al PSG per 60 milioni di euro più 11 di bonus e il cannoniere belga Lukaku al Chelsea per 115 milioni. Queste operazioni hanno permesso sia al neo allenatore Inzaghi di poter avere a disposizione nuovi innesti come Correa, Dzeko e Calhanoglu e sia alla società di sistemare, almeno in parte, la situazione debitoria.

I 400 milioni bianconeri

Nella lunga lista di società colpite dalla crisi economica non manca la vecchia signora. Infatti, la Juventus ha dovuto trovare un accordo con le banche per portare entro fine anno un aumento di capitale di 400 milioni al fine di poter risolvere le perdite di oltre 100 milioni di euro. Le conseguenze di tale situazione sono state riversate nel calciomercato che hanno portato alle conclusioni di operazioni che hanno avuto come “mantra” la dilazione dei pagamenti. Così è stato per l’arrivo di Kaio Jorge e del particolare e discusso accordo con il Sassuolo per Manuel Locatelli. Il club emiliano ha ceduto il neo campione d’Europa alla Juventus con un prestito gratuito biennale con obbligo di riscatto fissato a 37,5 milioni di euro, in poche parole il Sassuolo comincerà a vedere i primi bonifici nel 2023. Il calciomercato estivo italiano del 2021 è entrato nella storia per la cessione di Cristiano Ronaldo al Manchester United. Dopo il malcontento del portoghese e la necessità della Juve di voler far cassa, il ritorno di CR7 ai Red Devils ha permesso ai bianconeri di far entrare nelle casse 25 milioni di euro e di risparmiare un ingaggio da 31 milioni a stagione. 

Il calciomercato alla De Laurentiis

Durante la conferenza stampa del 30 giugno del 2021, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis era stato abbastanza chiaro: “Una semplice presa di coscienza che il budget va rivisto altrimenti fai fallire il Napoli. Se vuoi riportare il Napoli sul giusto binario devi tagliare le spese eccessive. Vendere un giocatore? Forse non basterà venderne uno solo. Forse bisognerà vendere quei calciatori che hanno aumentato a dismisura la loro parte salariale, quella che il Napoli non può pagare. Forse due acquisti non avrei dovuto farli, dovevo dire ‘Aurelio stai calmo, tanto c’è il Covid e il campionato non conta nulla, congelando tutto’. Da ottimista quale sono, ho investito troppi soldi e, mentre io investivo, dall’altra parte mi dicevano, hai un contratto per cinque anni, ma non lo possiamo rispettare“. A sentir tali parole era chiaro che il calciomercato degli azzurri avrebbe stravolto la squadra attraverso le cessioni di Koulibaly, Insigne e Fabian Ruiz (quelli che hanno più mercato), ma l’arrivo di Luciano Spalletti ha cambiato le strategie in tavola. Alcuni giocatori in esubero e in scadenza hanno lasciato il Napoli (basti pensare Maksimovic), mentre altri sono rimasti in quanto c’è stata la volontà di tenerli per l’utilità del progetto partenopeo targato Luciano, come il retro–front dell’ultimo minuto per Petagna. De Laurentiis, a differenza delle proprie concorrenti, non ha la possibilità di trovare un accordo con le banche per portare un aumento di capitale e nemmeno ha avuto la possibilità di vendere i propri gioielli al prezzo da lui desiderato, ma ha avuto la forza di non svalutare i propri campioni e li ha tenuti con sé. Il presidente del Napoli ha fatto anche di più attraverso la conclusione delle trattative per due nuovi giocatori, spendendo solo 400 mila euro: un onestissimo Juan Jesus e un talento da riscoprire come Anguissa. Sicuramente il futuro del Napoli sarà quello di risolvere alcune lacune lasciate in sospeso come l’acquisto di un terzino sinistro e il rinnovo del capitano Lorenzo Insigne, ma l’esperienza di Luciano Spalletti unitasi al mantenimento di un organico di livello possono permettere al Napoli di competere per le posizioni alte in classifica.

Anche per quest’anno si conclude il calciomercato, moltissime sono state le trattative e tantissime sono state le cessioni che hanno impoverito il parco giocatori della Serie A. Il Covid ha messo in ginocchio anche l’economia del calcio che sembrava avere un pozzo senza fine. Questo calciomercato senza soldi ha messo in evidenza l’esigenza di mettere in campo le idee per risolvere diversi problemi tecnico–tattici. De Laurentiis è il presidente delle idee che ha mantenuto intatto il progetto Napoli. Ora parola al campo. Buon campionato tifosi!

Francesco Abate

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