Corbo: “A Firenze squadra e tifosi hanno scoperto un nemico comune. ADL e Ancelotti ripartino dall’impennata di Koulibaly”

   
   

Antonio Corbo scrive sul momento del Napoli nel suo editoriale per Repubblica Il ‘Graffio’:

“I due punti persi a Firenze fanno scoprire alla squadra e ai tifosi un nemico comune. La noia. Solo Koulibaly crede nella rincorsa, e parla da leader. Invita i compagni a non mollare. Alcuni hanno smesso di pensare allo scudetto da tempo, più che la Juve inseguono un futuro più ricco, un contratto migliore, qui o altrove. Neanche il pubblico ha voglia di illudersi. Lunedì scorso il presidente tentò una scossa, rilevando l’assenza di troppi spettatori, neanche 17mila con la Samp.

Sbaglia De Laurentiis se si lascia sorprendere dalle tribune vuote. Non conosce i suoi tifosi. Eccessivi per generosità quando la squadra lotta per un traguardo, assenti e demotivati se la Juve prende il largo e sfuma anche la Coppa Italia.

Fa riflettere anche la vicenda Hamsik. I cinesi non mandano i soldi per il suo transfer alle condizioni concordate: e lui se ne va in Slovacchia ad aspettare? È probabile che alla fine di questa nebulosa trattativa giocherà a Dalian, ma è possibile pure che salti tutto e rimanga a Napoli.

Se la seconda ipotesi è plausibile, un giocatore dei suoi valori morali, legato da 12 anni al club, il capitano non può che essere a Napoli, allenarsi, rendersi disponibile. Dopo la fibrillazione di Allan, che si era subito promesso al Paris Saint German, anche il caso Hamsik rivela strane inquietudini da fine ciclo: mancano 15 partite e quelle di Europa League, la stagione non è finita, calma ragazzi, c’è tempo per organizzare il trasloco.

Forse De Laurentiis e Ancelotti devono ripartire da Firenze e dall’impennata di Koulibaly per un doppio programma: chiudere bene l’anno e preparare meglio il prossimo. Vediamo come.

1) Il primo punto dell’agenda Napoli riguarda proprio Koulibaly. Fu un errore attenuare le tensioni sul razzismo, senza dargli la fascia di capitano. Intorno al gigante nero, che è mente e cuore di questa squadra, va ricostruito il Napoli. Inutile perdere tempo aspettando una colossale offerta. Se è vero che il Napoli deve prima vendere per poi comprare sono altri i nomi giusti per far cassa.

2) Uscito Hamsik dal Napoli, ancora prima che arrivi il bonifico dalla Cina settentrionale, è considerato Fabiàn Ruiz il suo erede. Non è così, e Ancelotti l’ha capito a Firenze spostando più avanti il raffinato spagnolo e Allan al centro. Fabian non inverte il gioco subito, con un solo tocco, ma sistema la palla, avanza, poi crea qualcosa di interessante. Al centro, come schermo davanti alla difesa e per invertire il gioco, meglio Allan o Diawara. Del ruolo ha dato sabato una magistrale interpretazione Veretout. Fabiàn è troppo pensoso e creativo per non giocare più vicino alle punte.

3) Il Napoli ha dominato la Fiorentina senza stenderla. Non dipende dal nuovo gioco. Più incisivo, essenziale, veloce. Passa dal culto dell’estetica al più aggressivo pragmatismo. Lo raccontano i brutti pareggi di una volta: squadra tutta avanti senza tirare né segnare. A Firenze il Napoli è invece arrivato sei volte sotto porta. Palle gol fallite per opacità o sciatteria. Qualche nome: Mertens non è più il micidiale bomber di Sarri, ma un attaccante ossidato, impreciso, prevedibile.

4) Anche Insigne sbaglia. Il suo interno destro non squarcia. È convinto di rimanere a Napoli o considera l’ingombrante Mino Raiola la fata giusta per cambiare vita e nazione?

5) Ancelotti gestisce con autorevolezza una fase di transizione. A Firenze, nella primavera 2018, finì il Napoli di Sarri. Va solo rallentato il tramonto. C’è ancora da giocare e vincere. Ma bisogna già pensare agli acquisti del prossimo ciclo. Ci pensò Benitez cinque anni fa, portando uomini di qualità. Tocca ora a Carletto creare finalmente la squadra del terzo scudetto”.

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