Pubblicato il: 30 Novembre 2020 alle 8:19 pm

Diversi modi in cui Diego Maradona ha influenzato il Napoli Calcio

statua Maradona

Mai nella sua storia calcistica la società sportiva Calcio Napoli aveva raggiunto l’apice del successo come nel periodo che va dal 1984 al 1991. Sono stati infatti sette anni in cui un piccolo grande uomo nato in uno dei barrios più poveri di Buenos Aires, ha esaltato un intero popolo come pochi altri hanno saputo fare nella bimillenaria storia della città.  Riccioluto, minuto, elastico, genio e sregolatezza, Diego Armando Maradona dopo la sua prematura morte entra di diritto nell’olimpo degli immortali in una città in cui i dei nuovi e quelli antichi continuano a convivere armoniosamente.

Chi era Diego Armando Maradona?

Napoli risultati in Serie A ottenuti negli anni scorsi, sono dovuti a Diego Armando Maradona che nasce il 30 ottobre del 1960 in un poverissimo barrio denominato Villa Fiorito e che già in tenerissima età dimostra doti calcistiche uniche che faranno la fortuna proprio del Napoli calcio e della nazionale biancoceleste d’Argentina.

Il suo innato talento venne subito alla ribalta quando in occasione di un incontro della sua squadra del cuore ovvero il Boca Juniors, durante l’intervallo si mise a fare una serie interminabile di palleggi sotto la curva dei supporters più accaniti del club suscitando stupore e meraviglia a tal punto che quando la partita riprese, numerosi furono i fischi all’arbitro per aver interrotto uno spettacolo unico.

Quel giorno nella “Bombonera” di Buenos Aires era nato un mito!  Crescendo il piccolo Diego già a 17 anni dimostrò infatti il suo talento vincendo praticamente da solo il Mundial under 20 del Giappone e che lo portò definitivamente alla ribalta tanto che il Barcellona lo acquistò per l’iperbolica cifra di 11 miliardi di lire.

In terra catalana Maradona dimostrato il suo valore ma vuoi per il grave infortunio a tibia e perone causato da un’entrata assassina del basco Goikoetxea che per l’incompatibilità con l’ambiente, il giocatore decise di accettare le lusinghiere offerte di Corrado Ferlaino presidentissimo del club partenopeo che lo acquistò per 13 miliardi di vecchie lire ovvero la cifra più alta mai pagata per un giocatore di calcio.

Il resto accadde quasi da solo e a coronamento di quella che è e resterà una delle favole più belle di un campione, una città e per il popolo argentino.

Il mito Maradona e il Napoli Calcio

Sebbene il suo corpo si trovi a circa 12.ooo miglia da Napoli, la scia di Diego Maradona nella sua città adottiva dell’Italia meridionale è iniziata mercoledì quando è arrivata la notizia della sua morte.

A dimostrazione di ciò, basti pensare che subito si è scatenato un tam-tam sui social da parte dei tifosi che invocavano a gran voce la dedica dello stadio San Paolo al loro idolo.

In tal senso il sindaco De Magistris si è subito mosso e il tempio calcistico che vide le più grandi imprese di Dieguito a brevissimo si chiamerà proprio Stadio Diego Armando Maradona.

Questa non è l’unica iniziativa che la città ha in serbo per celebrare il campionissimo argentino morto mercoledì 25 novembre (stesso giorno di Fidel Castro e di George Best) per un infarto in una casa fuori Buenos Aires dove si stava riprendendo da un’operazione al cervello.

Tantissime saranno infatti quella che ci saranno a fine pandemia quando gli stadi saranno riaperti. Detto ciò, va altresì aggiunto che la più grande dimostrazione dell’amore e del rispetto della città nei confronti del campione argentino sono state le migliaia di persone che pochi minuti dopo l’annuncio della notizia della morte del calciatore, sono scese in piazza per commemorare il loro re e che ha fatto le fortune dell’omonimo club calcistico.

La memoria di Diego è stata tra l’altro degnamente onorata dagli attuali giocatori che nell’incontro di Europa League hanno indossato tutti la maglia numero dieci con il suo nome ottenendo anche un ottimo risultato in proiezione passaggio del turno nella suddetta seconda manifestazione calcistica europea per squadre di club.

Un uomo, una squadra e un popolo

Maradona, arrivato dal Barcellona, ​​ha regalato al Napoli il periodo di maggior successo della sua storia dal 1984 al 1991, iniettando nelle vene della città la dose necessaria di determinazione e orgoglio.

Ogni domenica la gente saltava il pranzo della mamma per guardare la partita, scavalcare le barriere degli spalti il tutto per vedere all’opera un uomo che li faceva sentire invincibili.

Fuori dal campo la vita di Maradona era piena di scandali, ma questo ha solo fatto sì che i suoi fan lo adorassero ancora di più.

Hanno scoperto infatti che la sua ribellione e vulnerabilità sono una prova dell’essere umano al di sotto del personaggio della star. Hanno visto qualcuno come loro, che veniva dalle strade e che incarnava tutte le contraddizioni che caratterizza il popolo partenopeo da generazioni.

I risultati in serie A del Napoli ottenuti nell’epoca in cui Maradona vi ha giocato sono a dir poco impressionanti e che hanno inciso tantissimo sul prestigio della squadra e della città stessa.

Il primo storico e tanto atteso scudetto arrivò infatti il 10 maggio del 1987 dopo che Diego da solo aveva incantato il mondo nel mondiale messicano portando al trionfo la sua nazionale.

Al primo titolo fecero seguito il secondo del 167 aggio del 1990 intervallato da un Coppa Italia vinta insieme al primo scudetto e alla Coppa Uefa (1989) più la supercoppa del 1990.

Andato via Diego Armando Maradona e la città si sono legati a filo doppio ancora di più fino ai nostri giorni come si evince da quanto è successo nel nefasto giorno in cui il campione è scomparso e da calciatore è diventato leggenda!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *