ESCLUSIVA FA – Sal Da Vinci estasiato dal Napoli: “Gruppo fortissimo che sa di magico. Sarri grande allenatore. Su De Laurentiis e Insigne…”

   

Sal Da Vinci in esclusiva per ForzAzzurri.Net

Dopo il gran successo che ha contraddistinto le prime uscite, Sal Da Vinci col suo spettacolo “italiano di Napoli” ha fatto tappa al Magic Vision, il cinema e teatro multisala di Viale dei Tigli a Casalnuovo di Napoli. Tre serate da sold out aperte dal conduttore di RPZ Mario Pelliccia. Per gentile concessione di Pippo de Luca e Katia Iorio, siamo riusciti a fare alcune domande a Sal, da sempre grande appassionato di Calcio e tifoso del Napoli, in esclusiva per i lettori di ForzAzzurri.Net.

Non è la prima volta che ti esibisci al Magic Vision di Casalnuovo e in ogni occasione è pienone assicurato. Hai un bel rapporto con questa città
“Sono molto contento, ogni volta che vengo qui il pubblico si precipita a condividere con me questi momenti. Questo affetto nei miei confronti mi avvicina molto a questa gente”

Sappiamo che dietro al debutto c’è un retroscena, vuoi raccontarlo ai lettori di ForzAzzurri.Net?
“Cominciamo nel dire che ho sempre avuto questo istinto, sin da bambino, anche se all’inizio era solo un gioco. Mia mamma mi accompagnava a vedere mio padre durante le sue tournée soprattutto al teatro duemila (ex stabile) di Napoli. Puntualmente costringevo la compagnia a rimanere in scena anche nei week end, perchè solo in quei giorni potevo andarci. Facevo fermare tutti e imitavo mio padre. E proprio questo siparietto diede l’idea a lui e agli autori, che all’epoca si occupavano dei suoi progetti musicali, di portare in scena storie vere nelle sceneggiate. La mia prima apparizione è stata in “Miracoli a Natale”, la storia di mio fratello, che aveva un problema serio con la vista, motivo per cui mia mamma preferì non farlo andare in scena. Allora mio padre scelse me che ero anche più spigliato. E da li è nato questo mio viaggio.

In ogni tua opera si avverte forte la napoletanità, “Italiano di Napoli” (titolo nato da un’idea di Renato Zero) è proprio una riflessione sulle origini e sul senso d’identità e trascina il pubblico verso un mondo senza pregiudizi. Come è nata questa idea?
“L’italiano di Napoli nasce dall’idea di rappresentare il senso di appartenza al territorio ricordandosi che viviamo in Italia e che Napoli è una città italiana. Sappiamo che la nostra città ha una storia più antica dell’unità d’Italia, ma adesso fa parte di essa. Vero è che abbiamo usi e costumi a volte diversi, come ce l’ha questo italiano di Napoli, ma deve servire solo a contraddistinguere, non a creare differenze o pregiudizi. Chi vuole crearle è totalmente fuori strada”.

Parliamo di Calcio. Sappiamo che sei un gran tifoso del Napoli. Cosa pensi della squadra di Sarri?
“E’ un Napoli bellissimo che gioca meravigliosamente e credo che possa stupire ancora di più. Mi piace questo gruppo: è unito, funziona e sa di magico. Mi piace Sarri, le sue idee innovative rendono il gioco del Napoli imprevedibile, oltre che molto propositivo. E’ un tecnico che fa giocare la squadra dando spettaccolo e i risultati si vedono”.

Secondo te dove può arrivare questo Napoli?
“Sono scaramantico, non voglio sbilanciarmi (ride ndr). Da tifoso dico che se la può giocare con tutti: mi piacerebbe vederlo al primo posto con un bel po’ di distacco. Da sportivo però so benissimo che bisogna combattere per raggiungere certi risultati”

Chi è il tuo calciatore azzurro preferito?
“La mia indole mi induce a preferire i calciatori italiani, ma certi stranieri del Napoli… Diciamo che mi piace tantissimo lo scugnizzone Insigne, perchè viene dalla strada, ha fatto tanta gavetta ed è cresciuto tantissimo, soprattutto grazie a Sarri, che ha rigenerato molti calciatori. Anche Higuain quando è arrivato a Napoli non era quello della scorsa stagione. Se è diventato un campione è proprio grazie al tecnico azzurro e ai tifosi napoletani che lo hanno reso grande”.

Una parte della tifoseria sta con De Laurentiis, l’altra contro. Tu da che parte stai?
“Sto dalla parte dei risultati perchè sono quelli che fanno la differenza: il malcontento c’è sempre stato. De Laurentiis ha una sua strategia impreditoriale e segue sostanzialmente quella. I tifosi del Napoli sono molto legati alla squadra e magari non vedono di buon occhio il suo modo di fare investimenti. Ma ricordiamoci che lui non viene dal Calcio e che comunque ha portato delle novità nel movimento. Magari nella gestione di tutto ha fatto prevalere la componente imprenditoriale rispetto a quella passionale, ma occorre anche quello per essere un buon amministratore”.

Vuoi fare un saluto ai lettori di ForzAzzurri?
“Certo, mando un grosso saluto a tutti i vostri lettori con la speranza di poter festeggiare presto un successo del Napoli”

Carmine Gallucci
Foto: Bruno Fontanarosa

Carmine Gallucci

360 gradi è l'angolazione minima con cui osservo il mondo. Twitter: @CarmineGallucci

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