Mario Sconcerti, nel suo editoriale per Il Corriere della Sera, scrive in merito al fallimento Juve.
Fallimento Juve – L’eliminazione dalla Champions è la rivincita di Max Allegri:
“La Juve perde se stessa ed esce contro la squadra settima nel campionato francese e ferma dall’inizio del virus nel marzo scorso. È una sconfitta che ha colori definitivi. Perdono Sarri, la sua idea di calcio, perde anche il mercato confuso di Paratici e una gestione complessiva della società arrivata carica di debiti a questa nuova sconfitta europea. Perde anche il calcio italiano, inadeguato ormai da anni ad uscire dai propri confini. Sempre sorpreso dalla velocità degli avversari, dal fisico e ormai perfino dagli arbitraggi. Non credo che Sarri potrà essere confermato. È stato inadeguato e debole fin da quando andò più di un anno fa a chiedere a Ronaldo nel suo yacht se poteva giocare centravanti. Ronaldo disse giustamente no e lì cominciò la costruzione impossibile della Juve attuale. La mia opinione è che Sarri sia più vittima che colpevole. Con una squadra di solisti era inutile chiamarlo. La Juve non ha mai costruito questa squadra, ha pagato molto chi gli costava zero. Però è la grande rivincita di Allegri nei confronti della società (…). Non si possono fare le rivoluzioni quando si è dipendenti dai padroni. Forse Andrea Agnelli voleva dimostrare proprio questo, che non c’è altro Dio fuori dal pragmatismo. Se è così c’è riuscito”.
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