Vittorio Feltri nel suo editoriale parla dell’episodio di Napoli-Atalanta senza risparmiare commenti su Carlo Ancelotti
“Caro Ancelotti, perdoni se mi intrometto in una questione calcistica estranea alla mia professione di cronista generico. Non ho i titoli allo scopo di rimproverarla per il suo atteggiamento stravagante riferito alla ultima partita disputata al San Paolo di Napoli. Mi limito ad alcune osservazioni fredde, dopo aver assistito in tivù all’incontro della sua squadra con l’Atalanta, della quale confesso di essere affezionato quale bergamasco di nascita. Mi riferisco – continua il giornalista di Libero- allo scontro avvenuto in area tra Llorente e Kjaer. Il primo inavvertitamente, forse, ha colpito con una gomitata il secondo che di conseguenza gli è rovinato addosso. Fallo evidente e indiscutibile del suo attaccante, quindi niente rigore. La palla è finita tra le braccia del portiere nerazzurro. Che ha rinviato. Tutto si è svolto in modo chiaro, però lei unendosi al triste e sconsolante piagnisteo inscenato sugli spalti si è abbandonato a una protesta improntata a protervia al grido “era un penalty”. Non lo era, ma a parte questo dettaglio simile a molti altri che si registrano abitualmente sui campi, mi domando come sia possibile che una persona seria quanto lei abbia potuto farsi trascinare in una sceneggiata farsesca finalizzata a dare del pazzo all’arbitro, che non ha fatto altro che applicare il regolamento”.
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