Fiorentina, Pradè: “Ho vissuto il Covid in prima persona”

Fiorentina, Pradé ha vissuto il Covid in prima persona e purtroppo lo ha trasmesso alla sua famiglia. Fortunatamente tutti adesso stanno bene.

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MILAN, ITALY - JULY 26: Daniele Prade attends the Serie A 2018/19 Fixture unveiling on July 26, 2018 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

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Fiorentina, Pradé ha vissuto il Covid in prima persona. Il racconto

Fiorentina, Pradè: “Ho vissuto il Covid in prima persona”. Questo l’annuncio di Daniele Pradé a “Il calciomercato che verrà”, il programma di Sky condotto da Luca Marchetti e Gianluca Di Marzio. Il direttore sportivo della Fiorentina ha raccontato i suoi 48 giorni da incubo.
Fiorentina Pradè

“Il mio primo pensiero va a tutte le famiglie che hanno perso in modo tragico i loro familiari, non hanno potuto dare una carezza, bacio, non hanno potuto fare il funerale. Niente. Io mi sento quasi un messaggero, e il mio messaggio è uno: positività. Nella nostra famiglia, si sono ammalati in 9, il virus l’ho portato in casa io: mia moglie, mia figlia, i miei cognati e i nipoti. E soprattuto ai miei suoceri, per cui ho avuto molta paura. Sono stati ricoverati trenta giorni, e per fortuna sono stati allo Spallanzani, uno dei migliori centri al mondo per questo virus”

Fiorentina Pradè
“Un virus subdolo, bastardo. Fa male. Non riesci ad alzarti dal letto, hai febbre alta, sudore, diarrea, tosse. E la preoccupazione diventa tanta: quando vedi che le persone intorno a te si ammalano, e poi addirittura arriva l’ambulanza per ricoverare i tuoi suoceri, senti davvero cose che ti toccano in primo piano. Per fortuna l’abbiamo passata e io sarò sempre un portavoce sulle misure da seguire”.

“Il calcio deve ripartire”
A Firenze, continua, “abbiamo avuto tanti casi: ci siamo chiusi appena è successo tutto, con tutte le precauzioni. Come la Sampdoria. Solo che non c’erano tamponi, non c’era il test sierologico: il virus era in casa nostra e lo abbiamo sviluppato in tanti. Ma quando hai precauzioni e accorgimenti, sai che puoi ripartire. E io lo dico, sarò testimone di questo: il calcio sarà un veicolo giusto per la nostra nuova vita, perché con il virus dovremo convivere. È importante riprendere a giocare: dopo le pandemie c’è una rinascita, si riparte dalle cose popolari. E il calcio lo è. E al di là del fatto che ci lavorino in tanti, è parte della nostra vita, della nostra socialità. Deve ripartire”, afferma. Con grande convinzione.

L’affetto della Fiorentina e il contratto
I temi toccati sono tanti, il calcio gli è stato vicino: “Ed è la dimostrazione che non sia un mondo brutto, come a volte si dice. Tutti sapevano che fossi stato male, compresi i giornalisti. Ed è stata rispettata la mia privacy, mi ha fatto molto piacere. Come ho apprezzato la famiglia Lotito, che mi è stata molto vicina”. Ma c’è l’amore per la Fiorentina prima di tutto. E della Fiorentina. “La famiglia Commisso mi chiamava tutti i giorni, Joe Barone tre volte al giorno. E poi è successa una cosa: a Pasqua ho ricevuto l’offerta di rinnovo contrattuale. Era una giornata particolare per me, mia suocera non stava bene, mi ha commosso. Se l’ho riportato firmato? Non serve più firmarli” ride.

fonte : gianlucadimarzio.com

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