Lo sbarco dei mille (dell’aeroporto) e poi quello dei cinquantamila (del San Paolo): “La pressione non mi spaventa: conoscevo la passione di Napoli e sapevo di arrivare in una città un po’ così”. A dirla tutta anche Manolo Gabbiadini sembra un po’ così: tosto e ambizioso. “Sono furbo, io”. E anche un po’ scugnizzo, e dunque in linea con il valore della squadra che l’ha voluto a tutti i costi anticipando tempi e concorrenti. Quante responsabilità, per un ragazzo di 23 anni reduce dalla giovane Samp rivelazione, che lui ha appena lasciato con in valigia ricca di 7 gol, realizzati in poco più di 1.000 minuti giocati distribuiti in 13 presenze. Quante responsabilità, si diceva, e quante aspettative. Vero? “Se Benitez vuole, sono pronto per la Juve”. Zac.
Anche la città s’è dimostrata pronta per lei: domenica a Capodichino erano in mille, tutti perGabbiadini«Spiegare un’esperienza del genere è difficile, bisogna viverla: ero consapevole del calore della gente di Napoli, ma voglio ringraziare tutti. A modo mio: sono uno che non fa promesse, preferisco semplicemente dare sempre tutto in campo e ricambiare così l’affetto. A Genova sono cresciuto molto, spero di continuare a farlo».
Anche perché domani l’attesa si moltiplicherà all’infinito: arriva la Juve. La sua ex squadra “fantasma”: nel senso che, dopo essere stato acquistato, non è mai stato richiamata alla base e per poi essere ceduto. Dente avvelenato? «No, assolutamente: non ci sono rimasto male. E poi per me sarebbe importante anche sfidare l’ultima in classifica. Ora, comunque, sono un giocatore del Napoli. E sono super felice: è un grande club, con giocatori importanti e tifosi eccezionali. E’ stata una scelta facile».
Ha visitato un po’ la città? «Poco, ma so quanto è bella. Sono italiano».
E come sarebbe sfidare la sua quasi ex? Se la sente?«Fisicamente sto bene, ho giocato fino alla penultima: se Benitez vuole, sono pronto».
La pressione, dicevamo, non la turba.«Al contrario, mi stimola. Proverò a sfruttarla in maniera positiva».
Alla Juve ha già segnato un gol, bellissimo, con la Samp a Torino. Diventerebbe subito un re, se domani replicasse all’esordio? «Segnare è bello, ma per me conta fino a un certo punto: sarà importante vincere. Quello sì: sono consapevole che si tratta di una sfida carica di significati, molto sentita».
Battere la Juve significherebbe soprattutto rilanciare le ambizioni in campionato. In chiave Champions e forse non solo: qual è l’obiettivo di Gabbiadini? «Per il momento sono, anzi siamo concentrati soltanto sulla prossima partita: ho avvertito grande carica nello spogliatoio, dopo la Supercoppa. Pensiamo a una gara alla volta e alla fine tireremo le somme. Non si sa mai».
Ha fatto sapere, invece, quale posizione preferisce? «Ho giocato in tutti i ruoli dell’attacco, ma ultimamente alla Samp partivo da destra per sfruttare il mio sinistro. Mi troverei avvantaggiato, sì, ma per me non c’è alcun problema: ne ho già parlato con Benitez, le decisioni spettano a lui».
La concorrenza è molto agguerrita, i suoi colleghi di reparto sono dei campioni. «Proverò a rubare a ognuno le cose migliori. Sono molto furbo».
Sarebbe un toccasana anche in chiave Nazionale. «L’Italia è una conseguenza del Napoli e di cosa sarò in grado di fare: per il momento penso soltanto a dare il massimo a questa squadra».
E’ felice di ritrovare il suo compagno di Under 21, Lorenzo Insigne? «Certo, l’ho visto anche prima: sono dispiaciuto per l’infortunio, ma ha già ripreso a correre. Gli auguro di tornare al più presto».
Fonte: Corriere dello Sport

