Gattuso cambia il Napoli
Gennaro Gattuso in questa stagione, sembra aver cambiato davvero il suo Napoli. Il nuovo sistema tattico, ha esaltato la potenzialità offensiva azzurra senza però perdere in solidità. Gli azzurri, dopo la sfida con l’Atalanta, hanno segnato 12 reti subendone soltanto una. Dal secondo tempo di Parma in poi, il tecnico azzurro ha puntato forte sul 4-2-3-1 mettendo da parte il 4-3-3 ottenendo ottimi risultati anche sotto il profilo del gioco.
Il primo Gattuso e il 4-3-3
All’inizio della sua avventura in azzurro, Gattuso ha puntato forte sul sistema tattico che fu del Napoli dei 91 punti che però venne accantonato da Carlo Ancelotti. La partenza sulla panchina del Napoli non fu memorabile, toccando il punto più basso con la sconfitta in casa contro la Fiorentina. Con la sosta invernale e il mercato di Gennaio, Gattuso riuscì a trovare i giusti equilibri puntando sulla solidità difensiva. Il 4-3-3 dell’ex Milan, aveva come punto fermo la ripartenza dal basso passando anche dal portiere. Una scelta molto discussa, ma che ha un senso. Con questo sistema, si ha la possibilità di spingere alla pressione gli avversari in modo da poter poi colpire una volta superato il primo pressing. In fase di non possesso il Napoli pressava alto, ma senza i tempi giusti, causando poi buchi a centrocampo dove gli avversari potevano infilarsi e creare grattacapi. Non sempre si è rivelata una scelta azzeccata, ma con il passare delle giornate è diventata sempre più efficace. Lo stesso Gattuso poi in corsa, con i dovuti accorgimenti, ha deciso di puntare tutto sulla compattezza. Abbandonato il pressing alto in fase offensiva, si è passati ad una tattica più conservativa. Nonostante il Napoli abbia un grande potenziale offensivo, gli azzurri hanno spesso faticato a concretizzare le occasioni che venivano create nel corso delle gare. Da qui, l’idea di cambiare sistema tattico grazie anche all’arrivo di Osimhen che ha dato più efficacia al reparto offensivo azzurro.
Gattuso 2.0, il 4-2-3-1
La svolta, è arrivata nel secondo di Parma dopo che nel corso della prima frazione il Napoli aveva avuto i soliti problemi a concretizzare le occasioni. Con l’ingresso di Osimhen, è stata tutta un’altra storia. Il nigeriano offre la possibilità di dare molta più profondità all’attacco, aggiungendo al reparto offensivo velocità e centimetri. Analizzando il nuovo schieramento, possiamo notare come il Napoli vada sempre alla ricerca di un pressing alto efficace e ordinato. In fase di palleggio poi, i giocatori sono sempre in continuo movimento dando così sempre una valida soluzione a chi è in possesso di palla. Contro l’Atalanta, molte volte si è riusciti a superare il primo pressing grazie anche alle verticalizzazioni su Osimhen. In fase di non possesso, gli azzurri si schierano con una difesa alta giocando molto sull’anticipo. Inoltre, si cerca di sfruttare anche un recupero palla veloce con raddoppi sul portatore di palla avversario. In attacco invece, possiamo notare i continui tagli degli esterni favoriti anche dal gioco di Osihmen. Da lodare anche la tenuta atletica degli azzurri, che per un gioco come quello visto nelle ultime settimane è fondamentale. Ciò che però balza agli occhi, è la solidità acquisita nonostante i quattro attaccanti schierati in contemporanea. Nelle tre giornate di campionato giocate, soltanto una rete subita. Il centrocampo è sempre aiutato e supportato dal lavoro in fase difensiva degli esterni, che arretrano in fase di non possesso dando una notevole mano in fase passiva. Gli azzurri sembrano aver trovato il loro equilibrio, merito anche al lavoro di Gattuso che ha cucito un abito perfetto per il suo Napoli.
Elio Di Napoli
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