L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport sottolinea un dato legato all’attaccante del Napoli Arek Milik:
Un gol su punizione-beffa e un altro da vero rapace dell’area di rigore. Questo, e non solo, è quanto mostrato da Arek Milik nella sfida contro il Parma. Ma il polacco si sta specializzando in quella che si sta dimostrando un’arma in più per Ancelotti: i calci di punizione. La rosea si sofferma su questo aspetto, sciorinando un dato incredibile per il bomber azzurro.
“Sospeso fra Messi e Cristiano Ronaldo. Questa serata parmigiana è dolce per Arek Milik, che ritrova sorriso e gol. Le sue ultime immagini erano ripetitive: a Firenze, come a Zurigo e col Torino. Una scivolata con un pizzico di ritardo a un soffio dalla linea di porta, con la palla che sfila fuori e lui che finisce fisicamente in gol con la faccia corrucciata. Doppia doppia col Parma (quattro gol fra andata e ritorno: suo bersaglio preferito in Italia) ma soprattutto un altro gol diretto su punizione: il terzo in questo campionato – dopo Cagliari e Lazio – nessuno come lui in Italia, solo Leo Messi nei cinque campionati maggiori europei lo eguaglia. La storia di questa punizione, poi, è tutta da raccontare. Perché Ancelotti, vista la palla posizionata ai sedici metri, chiama Koulibaly che di corsa va a riferire l’ambasciata dell’allenatore: tirare sotto la barriera. Arek esegue ed esultando va ad abbracciare il suo allenatore”

