Gianluca Zambrotta: una vita a tutta fascia

   

Possiamo considerare Gianluca Zambrotta come uno dei migliori terzini della sua generazione e in questo articolo cogliamo l’occasione per ripercorrere le varie tappe della sua carriera: dagli inizi con il Como, passando per l’esordio con la maglia bianconera in un Juventus Reggina della stagione 1999-200, menzionando la sua esperienza al Barcellona e infine è impossibile dimenticare le sue prestazioni al mondiale in Germania del 2006.

Nato a Como, città alla quale tuttora è rimasto strettamente legato dato che da qualche anno è stato eletto presidente onorario del club, inizia la sua esperienza nel mondo del calcio proprio con la squadra biancoblù. Nel 1992 inizia la sua trafila nel settore giovanile per poi debuttare con la prima squadra due anni più tardi disputando tre stagioni tra Serie B e Serie C1.

All’inizio della sua carriera viene schierato come esterno offensivo con gli allenatori che amano sfruttare le sue doti di potenza fisica e resistenza agli sforzi. Spesso veniva schierato sulla fascia destra per sfruttare il suo piede forte, ma nel corso della sua carriera ha ricoperto anche la posizione di esterno in un centrocampo a 5 (idea di Ancellotti) e la posizione di terzino sinistro per volontà di Lippi.

Zambrotta è sempre stato uno di quei giocatori capaci di gestire entrambe le fasi (offensiva e difensiva) con equilibrio e sostanza.

L’esordio in Serie A

Nell’estate del 1997 viene acquistato dal Bari e con i pugliesi farà il suo esordio in Serie A.

Per il suo estro e la sua tecnica veniva impiegato in posizione offensiva, addirittura anche come jolly d’attacco, con le sue caratteristiche che diventano utili e venivano sfruttate durante i contropiedi.

Dopo due ottime stagioni, con prestazioni sopra la media, viene convocato in nazionale e ottiene l’attenzione di grandi squadre che sono pronte a scatenare un’asta sul mercato per riuscire ad accaparrarsi un giocatore con queste qualità.

Alla fine  riuscirà in questo obiettivo la Juventus, che sceglie di versare nelle casse del Bari la cifra di 27 Miliardi di lire.

Gli anni alla Juventus

In bianconero Zambrotta trova come allenatore Marcello Lippi, e seguendo i suoi consigli, diventa uno dei migliori terzini non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Le sue prestazioni sono esaltate in un contesto come quello della Juventus e insieme ai compagni riesce a vincere nel biennio 2002-2003, due scudetti e due supercoppa italiana. Rimane il rammarico per la sconfitta contro il Milan, match in un cui viene schierato come centrocampista di sinistra in un 4 4 2, in una finale di Champions League a tinte tricolori.

Le sue qualità vengono riconosciute anche dagli organizzatori del Pallone d’oro che inseriscono l’azzurro nella lista dei migliori giocatori dell’anno. Alla fine il premio sarà assegnato al suo compagno di squadra Pavel Nedved.

Con la fine del ciclo di Marcello Lippi inizia il periodo sotto la guida di un altro degli allenatori che hanno fatto la storia di questo sport come Fabio Capello, ma a seguito dello scoppio dell’inchiesta di Calciopoli, i due scudetti vinti sul campo nel 2005 e 2006 vengono revocati.

L’amore con la Juventus finisce in maniera burrascosa dato che dopo il Mondiale vinto con l’Italia, il difensore non sceglie di seguire l’esempio di alcuni compagni che sono rimasti anche in Serie B, ma preferisce emigrare al Barcellona.

L’esperienza blaugrana e il ritorno in Italia

In Spagna viene impiegato come terzino destro disputando in media una trentina di partite in tutte le competizioni, riuscendo a vincere però solo una Supercoppa di Spagna nel 2006.

Dopo solamente due anni, ormai fresco 31enne, sceglie di tornare a casa accettando l’offerta del Milan  fatta dopo un lungo corteggiamento.

Giocherà a San Siro per 4 stagioni festeggiando insieme ai compagni lo scudetto del 7 Maggio 2011, ma la sua esperienza terminerà con una rescissione del contratto dovuta a causa di incomprensioni con la società.

Prima di ritirarsi si trasferisce un anno in Svizzera, nel Chiasso, dove per un breve periodo rivestirà la carica di giocatore e allenatore.

La carriera in panchina non decolla e così, dal 2012, possiamo trovare Zambrotta in varie trasmissioni sportive nelle vesti di opinionista.

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