Green Pass – I vaccini come soluzione per ritornare allo stadio

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Decisioni di federazioni e di governi sulla necessità del Green Pass per i tifosi, giocatori e staff per ritornare allo stadio. Una nuova era del calcio.

Il green pass, la soluzione per vivere il calcio. L’esperienza di Euro2020, nel bene e nel male, ci ha lasciato nella mente immagini emozionanti riguardo il ritorno dei tifosi allo stadio. Per rendere possibile tale situazione sono necessarie alcune normative in materia di previdenza della diffusione del Covid-19. La 29esima settimana dell’anno 2021 ha già delineato le linee su come la prossima stagione calcistica dovrà prepararsi, anche a seguito del nuovo aumento dei casi di Coronavirus. Le federazioni e i governi nazionali sono sicuri della strada da intraprendere per godersi al meglio il gioco del calcio: le vaccinazioni.

La Premier VaxLeague

Il primo campionato che ha deciso di vaccinare i suoi atleti e collaboratori è stata la Premier League inglese. Il Regno Unito si è sempre dimostrato propenso alla vaccinazione di massa, tanto che attraverso un piano vaccinale “aggressivo”, voluto dal governo Johnson, è riuscito a raggiungere quasi i 40 milioni di persone che hanno completato il ciclo vaccinale. La determinazione e fiducia inglese è stata esportata anche nel mondo del calcio tanto che la Football Association ha deciso che gli atleti e il personale dello staff delle squadre di calcio per poter scendere in campo devono avere la doppia dose di vaccino entro il primo ottobre 2021. Qualora mancasse tale presupposto non sarà possibile prendere parte alle gare di campionato. Inoltre, la federazione inglese ha preso una decisione non solo su chi partecipa alla partita, ma anche su chi l’assiste. Infatti, i tifosi che vogliono vedere dal vivo e sugli spalti la propria squadra del cuore e i loro beniamini dovranno essere vaccinati.

La decisione di Draghi

Dopo la conferenza stampa del 22 luglio del 2021 del Presidente del Consiglio Mario Draghi, l’Italia ha deciso di allinearsi con la decisione francese di utilizzare il Green Pass come strumento di accesso per alcuni luoghi. Oltre ai teatri e cinema anche gli stadi sono stati soggetti a tale norma. Infatti, per i tifosi che vogliono accedere agli impianti sportivi (calcistici e non solo) è necessario aver un tampone negativo effettuato entro le 48 ore, aver ricevuto almeno la prima dose da 15 giorni ed essere guarito dal Covid non oltre 6 mesi. Tutti questi criteri permettono al singolo cittadino di poter acquisire il documento, tanto desiderato, chiamato appunto Green Pass. Il decreto anticovid (dal 6 agosto) ha regolamentato anche il numero di spettatori che possono accedere allo stadio. infatti, se ci trovassimo nelle condizioni di “zona bianca” la capienza della struttura viene ridotta per del 50%, mentre per la “zona gialla” il valore viene ridotto al 25%. Quindi, ad esempio lo Stadio Maradona in condizione di zona bianca può contenere una capienza di soli 27.363 spettatori, mentre in zona gialla si arriverebbe all’incirca 13.600 tifosi. Tale decisione molto discussa nei corridoi della federazione italiana e tra i club della Serie A, non del tutto soddisfatti.

Un Green pass per gli amatori

La prerogativa dello sport amatoriale è avere il green pass. Infatti, in queste ore nasce l’idea di allargare tale soluzione anche ai campionati cadetti per andare in contro all’esigenza delle società e degli atleti amatoriali al fine di poter garantire l’inizio di una nuova stagione calcistica amatoriale e per far ciò è necessario avere l’obbligatorietà di almeno una dose di vaccino. La soluzione del green pass permetterebbe ai campionati di serie D e terza categoria di dimostrare quanto valgono, anche qui davanti ai propri sostenitori.

Il mondo del Calcio è cambiato. I valori dello sport e del calcio, come l’inclusività e uguaglianza, sono per il momento (almeno si spera) soppiantati dalla necessità di dover riprendere con cautela la normalità. Il Green Pass sembra essere l’unica soluzione possibile per poter ritornare a sventolare bandiere ed esultare con i propri idoli, mettendo fine al rumoroso silenzio degli stadi vuoti.

Francesco Abate

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