La crisi è alle spalle, così come la delusione di aver visto sfumare ai preliminari il sogno Champions League. Nel frattempo il Napoli è ripartito, si è ricostruito pezzo dopo pezzo grazie a qualche vittoria e al lavoro di Rafa Benitez che ha provato a far dimenticare pure un mercato decisamente sotto tono. Non tutte le difficoltà sono state ovviamente spazzate via: restano i problemi di una squadra fin troppo fragile alla quale manca un regista in mezzo al campo in grado di dettare i tempi e gestire il pallone. Insomma, non tutto ha funzionato alla perfezione nella costruzione di un organico che oggi sembra inferiore a Juventus e Roma. D’altro canto l’obiettivo, ormai dichiarato, è il terzo posto che riproporrebbe gli azzurri ai prossimi preliminari della coppa più prestigiosa del continente. Per adesso non resta che accontentarsi dell’Europa League e, in attesa di gennaio, di una rosa che fa quello che può in base alle sue possibilità. O forse qualcosa in meno, visto che ci sono calciatori che stanno offrendo molto meno alla causa di quanto potrebbero. Il riferimento è a Gokhan Inler, Marek Hamsik e Gonzalo Higuain, se non in crisi d’identità poco ci manca. Analizziamoli caso per caso.
GOKHAN INLER Da quando si presentò al ritiro con addosso una maschera da leone, ne è passata di acqua sotto i ponti. Nel frattempo il suo Napoli ha messo in bacheca due coppe nazionali ed è arrivato fino a lottare per il titolo, finché ha potuto, spalla a spalla con la Juventus. Oggi però lo svizzero non sembra più in grado di offrire ai partenopei quanto necessitano. A volte è fin troppo timido, non ha la qualità per organizzare il gioco della squadra né riesce a fare da schermo ad una formazione a trazione decisamente anteriore. Insomma, né carne né pesce come ieri in Inter-Napoli. 4,5 il voto della Gazzetta nei suoi confronti, leggermente più teneri Corriere e Tuttosport anche se nessuno salva la prestazione del numero 88 partenopeo. Poco più alta del 5 la media voto del giocatore che quest’anno, stando ai dati del quotidiano rosa, ha raggiunto la sufficienza solamente in due occasioni (Genoa-Napoli e Napoli-Torino), scomparendo, di fatto, quando le cose si sono messe male per i Rafa Boys? Che sia finito il tempo per l’ex udinese alle pendici del Vesuvio? Chissà, anche se con la crescita di David Lopez e il recupero di Jorginho lo spazio per Gokhan potrebbe sensibilmente ridursi.
MAREK HAMSIK Lo scorso anno l’infortunio subito ha condizionato negativamente l’annata del centrocampista slovacco. Che in realtà la sua stagione l’aveva cominciata benissimo, tanto che si pensava fosse proprio il modulo di Benitez a favorirne le caratteristiche. Oggi, invece, c’è chi è pronto a giurare il contrario rimpiangendo Mazzarri e le tante reti che Marekiaro era solito fare nell’arco di un campionato. Difficile intuire dove possa essere la verità: solitamente nel mezzo. E’ probabile che qualcosa nello scacchiere tattico architettato dallo spagnolo sottragga un po’ di spazio al 27enne di Banska Bystrica, anche se è lo stesso, se parliamo di numeri, che lo fa invece esaltare in nazionale. Da un altro punto di vista però va detto che il giocatore sembra da un punto di vista psicologico non più in linea con il suo passato. Come se non scendesse in campo tranquillo e convinto delle sue potenzialità. Un bel problema per i campani che hanno disperatamente bisogno di ritrovare uno dei leader storici di questo gruppo. Anche aspettandolo e perdendo qualcosa dal punto di vista tecnico, come accaduto ieri.
GONZALO HIGUAIN Udite udite, il centravanti argentino è ancora a secco di reti dopo sette giornate di Serie A. Visto il livello del campionato, non certamente altissimo, uno come lui dovrebbe già essere in doppia cifra. Il flirt estivo con il Barcellona ha un po’ turbato il Pipita che forse, complice il Mondiale e qualche chiacchiera di troppo con gli amici (vedi Messi), si è distratto dal suo obiettivo principale del momento: far bene a Napoli. Nervoso con gli arbitri, con i compagni ed anche con se stesso: l’ex calciatore del Real Madrid a tratti sembra persino irriconoscibile. Non più il cecchino d’area di rigore di un tempo. Rafa lo conosce, lo aspetta, sa che presto si ritroverà e riprenderà a segnare ma questo digiuno ha rallentato non poco le ambizioni di un club che sperava di essere un po’ più vicino a Juventus e Roma. Senza le reti del bomber principe, sarà dura raggiungere alti livelli. Non potrà tirare la carretta il solo Callejon. Ecco perché serve quanto prima che Higuain si sblocchi, anche psicologicamente. Per tornare a trascinare tutto l’ambiente.
Fonte: Sport&Stars