Pubblicato il: 1 Dicembre 2020 alle 11:13 am

La scuola pubblica come organo costituzionale della Democrazia, l’intervento dell’Onorevole Rossano Sasso

Rossano Sasso

Il Deputato della Lega, Rossano Sasso, è intervenuto nel dibattito sulla scuola pubblica come organo costituzionale della Democrazia, durante la trasmissione “Uil Scuola On Air”, a cura di “Uil scuola Bologna Emilia-Romagna”

L’Onorevole Rossano Sasso, è intervenuto durante la trasmissione Uil Scuola On Air, sul delicato tema della scuola. Il Deputato leghista, componente della VII commissione per Cultura, Scienza e e Istruzione, ha aspramente criticato l’operato del Ministro Azzolina, rea di aver svolto un pessimo lavoro nei confronti di precari e studenti.

Onorevole, quando si parla di democrazia , si pensa a parità di diritti, uguaglianza di fronte alla legge e ad avere le stesse possibilità eppure, quando nella scuola parliamo di precari, a tutti i livelli, dal personale A.T.A. fino ai docenti, sembra che questi fondamentali principi democratici vengano dimenticati. Tra le tante, la situazione dei supplenti Covid, licenziabili fino ad un mese fa da contratto o la carta del docente, che da 4 anni spetta solo ai docenti di ruolo. Non trova che più che atti democratici siano atti discriminatori?

Sono d’accordo con lei. Sono tanti i casi in cui questo Governo e soprattutto il Ministro Azzolina, si è reso protagonista di atteggiamenti vessatori reiterati nel tempo. Lei cita il bonus erogato solo per gli insegnanti di ruolo, ma voglio ricordare la discriminazione dei tanti colleghi, essendo io un insegnante in aspettativa, che non hanno potuto sostenere il concorso, per causa di forza maggiore. Noi abbiamo chiesto delle prove suppletive, che il Ministero ci ha negato. Poi come al solito, è venuta in soccorso la magistratura che le ha concesse. Chiaramente c’è una violazione dell’Articolo 3 della Costituzione, che stabilisce che, per una giusta equità, va considerato, oltre al sesso, alla razza, al pensiero politico e al credo religioso, anche la condizione personale , che il ministro Azzolina ha volutamente ignorato, di migliaia di insegnanti, che non hanno potuto sostenere il concorso. Non perché, come sostenuto malignamente da qualche collega del Movimento 5 Stelle, non avessero studiato ma semplicemente perché in quarantena. Ma ce ne sono tante. Qualche mese fu pubblicata una locandina del Partito di maggioranza, in cui ci si vantava di un comportamento antisindacale: “La Azzolina stoppa i sindacati”. Lo denunciai in aula. Con il Ministro Azzolina ho ingaggiato una lotta politica corpo a corpo, ma mi rivolgo più in alto, al Premier Conte, che bypassando il Parlamento, trasmette a tutti i suoi collaboratori di Governo, questa condotta. Sottolineo, che a parte i comunicati di Pino Turi e del sindacato UIL, non ho visto una presa di posizione da parte dei sindacati maggiormente rappresentativi. Questo è un grande problema, perché ci si trova di fronte ad atteggiamenti antidemocratici e anticostituzionali come quelli del governo, e i sindacati piuttosto che opporsi, si piegano, elemosinando un contratto. Da insegnante in aspettativa e da papà, penso che il famoso ascensore sociale della scuola si sia bloccato. Ci sono discriminazioni, non solo nei confronti dei lavoratori ma anche degli studenti, dato che il Ministero non è riuscito a garantire il diritto allo studio. Ogni Regione ha situazioni diverse e complicate. Dove è presente la didattica in aula mancano gli insegnanti e si ha difficoltà a reperire personale. Inoltre, molti attendono lo stipendio da settembre. Ricordo la stagione dei tagli del centrodestra, ero uno degli insegnanti precari che andava a protestare ed avevo la tessera della UIl. Ma nel 2008,  per colpa dell’Unione Europea, l’Italia era costretta a tagliare qualsiasi cosa. Oggi, con tutti i fondi a disposizione, avremmo potuto colmare tutti quei vuoti ma si sta andando in una strada completamente opposta. Ciò che più mi preoccupa è l’atteggiamento fascista del Ministro Azzolina e il silenzio di quasi tutti i sindacati, eccezion fatta per la UIL. Mi delude anche il silenzio del Presidente della Repubblica.

In Italia ci sono 220 mila docenti precari, era necessario intestardirsi con il concorso straordinario, poi annullato dal Dpcm di Conte?  Onorevole, non pensa che fosse più giusto dare una possibilità a questi insegnanti?

“C’era una volta Lucia Azzolina, che da insegnante prima e parlamentare poi, si batteva per la direttiva n°70 del 1999, quella celebre dei 6 mesi. C’era una volta Lucia Azzolina, che si batteva per la stabilizzazione dei precari. Da quando è salita al potere, stile “Dottor Jeckill e Mr Hyde”, la vittima è diventata carnefice, dimenticando le battaglie di una vita. Il punto però non è la morale del ministro ma la mancata risposta alle esigenze della comunità scolastica, dove un insegnante ritenuto idoneo a volte anche per 20 anni, di punto in bianco non è ritenuto più adeguato, quando da precario deve essere assunto in maniera definitiva e indeterminata. Qualcuno ci dice, eravate con loro al Governo, perché non lo avete fatto ? Uno dei motivi di rottura fu il famoso decreto “salva intese” di agosto. La scuola non è stato l’unico motivo di scontro, ma una delle ragioni che hanno portato Matteo Salvini a rinunciare a 7 ministeri. Dei 3.7 miliardi destinati alla scuola, nella manovra di bilancio, all’assunzione dei precari vengono assegnate briciole. Infatti dei 220 mila docenti precari, saranno assunti solo 1000 insegnanti della scuola dell’infanzia, 1000 assistenti tecnici e solo 4000 collaboratori scolastici saranno stabilizzati. Quindi meno di 10 mila assunzioni su 220 mila. Inoltre ci vorrebbero più di 50 mila insegnanti di sostegno e nel 2021  ne saranno assunti solo 5 mila. Al Mef si dice che lo stipendio dei precari arriverà addirittura nel 2021. In commissione cultura, sto provando a riportare all’ordine del giorno una risoluzione per i precari, che impegni il governo ad una stabilizzazione ma, siccome il Movimento 5 Stelle ha paura di infastidire il Ministro Azzolina, crea problemi. Sia chiaro, il Ministro Azzolina odia i precari. Il Movimento 5 Stelle insulta i precari. Non escludo una grande mobilitazione, nonostante la pandemia. Ovviamente nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. Non basta più farsi sentire sui social e nessuno, a parte poche voci, come quella della Lega, o quella di pochi sindacati, come la Uil, lotta per i diritti di questi docenti.”

Mario Porcaro

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