Pubblicato il: 7 Novembre 2020 alle 11:04 pm

La Serie A fa i conti con il Covid-19 e rischia il fallimento

Serie A

La Serie A lancia l’allarme di un probabile collasso. Il governo non darà nessuno aiuto.

La Serie A rischia il collasso. La situazione Covid-19 non risparmia nemmeno il calcio italiano che ha richiesto al governo un aiuto, analizziamo le tappe:

La Lettera

Nell’ottobre scorso la FIGC e la Serie A avevano mandato una lettera al Governo per chiedere aiuti economici a seguito delle perdite di ricavi della scorsa stagione.
Gli incassi della stagione 2019/2020 avevano portato ad una perdita complessiva di 600 milioni di euro a causa della chiusura degli stadi, mancate sponsorizzazioni e un deprezzamento del parco giocatori delle squadre di Serie A.

In questa lettera Federazione e Lega avevano richiesto esplicitamente l’obbligo di essere aiutati: “Non possiamo esimerci dal rilevare che la nostra immediata adesione alle misure di prevenzione, contenimento e gestione dell’emergenza sta causando una crisi di sistema per le squadre di Serie A, impattate a livello economico e finanziario come mai prima. Il rischio di collasso del sistema è molto alto […] aiutare il calcio professionistico è quindi un obbligo laddove si vogliano salvare tutti gli altri sport, nonché tutte le altre categorie del calcio professionistico e dilettantistico. Richiediamo urgenti misure di intervento per compensare le perdite subite dalle squadre professionistiche di Serie A.”. “

Il Governo

Il calcio italiano non avrà nessun aiuto. Il governo, secondo Milano & Finanzia, risponde alla FIGC e Lega di Serie A rifiutando di concedere i 600 milioni di euro come indennità delle perdite a causa della situazione sanitaria e un’ulteriore “No!” in merito alla richiesta di rinviare il versamento dell’Irpef sugli stipendi dei dipendenti e calciatori. Prima di tale decisione, il presidente della Sampdoria Ferrero nei giorni scorsi aveva dichiarato: “Lo Stato ci ha abbandonato, il calcio non viene aiutato. Non chiediamo contributi, ma solo di spostare o rateizzare il pagamento dell’Irpef per i club di almeno un anno o due”.

L’industria del calcio italiano si trova ad affrontare una delle sfide più dure e questa volta non riguarda un ranking, ma evitare di avere i conti in rosso. Risulta dissonante in questo periodo cosi difficile sentire che la Serie A possa fallire, visto che è l’unica attività che non è stata toccata dal nuovo Dpcm. Risulta ancora più dissonate sentire che la Serie A chieda aiuti economici quando ci sono lavoratori in cassa integrazione e aziende che chiudono “baracca e burattini”, ma come sempre ci auguriamo il meglio.

FRANCESCO ABATE

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