Pistocchi: l’AIC ha perso una grossa occasione, quella di mettere la faccia come dovrebbe fare un sindacato e dire di essere disponibili ad un taglio di stipendi, di cui due mensilità destinate ai compagni meno fortunati. La Juve ha fatto un movimento finanziario che gli ha permesso di abbattere 90 milioni, ma ha messo in difficoltà tutti gli altri
A ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, sono intervenuti vari opinionisti e giornalisti per parlare dell AIC e delle conseguenze e dei provvedimenti adottati o da meter in atto nel calcio per effetto del coronavirus.
Questi i loro interventi riportati da ForzAzzurri.Net
Pistocchi: “L’AIC ha perso una grande occasione. La Juventus ha fatto un movimento finanziario per sé stessi, mettendo in difficoltà gli altri”
Maurizio Pistocchi, SportMediaset: “Non è una novità che la metà delle squadre di Serie A sono contrarie alla ripresa del campionato, non è un caso se ci sono linee editoriali diverse. L’obiettivo di tutti gli sportivi dovrebbe essere quella di finire la stagione, ma non sarà facile riprendere dopo tanta inattività.
Ci sono ancora dei paletti da mettere, non è chiaro come si possa ricominciare. Vedevo i dati relativi a Wuhan, ci sono voluti 4 mesi per uscirne, in Italia siamo i secondi al mondo per numero di vittime ed i contagi aumentano. Non si può prevedere una data, ma il Governo del calcio deve provvedere in tal senso. Anche se, finora non ha fatto una gran bella figura. Stipendi? Dico che l’AIC ha perso una grossa occasione, quella di mettere la faccia come dovrebbe fare un sindacato – con un minimo di autorevolezza – e dire di essere disponibili ad un taglio di stipendi, di cui due mensilità destinate ai compagni meno fortunati.
La Juventus ha fatto un movimento finanziario che gli ha permesso di abbattere 90 milioni, ma ha messo in difficoltà tutti gli altri. A volte mi aspetterei che in questo Paese ci sia qualcuno che ragiona per l’interesse della comunità. La Juventus ha pensato ai suoi conti, ma come club leader, avrebbe potuto concordare con gli altri club una linea comune. Non è simpatico vedere che la Juventus ha tolto 1 mese e mezzo effettivo e gli altri ne vogliono togliere 4.
E’ un’occasione in cui chi può, si avvantaggerà degli aiuti statali, utilizzando gli ammortizzatori sociali per gestire questo tipo di situazione. Visto ciò che sta succedendo all’estero, non abbiamo dimostrato grande lucidità né apertura, dal punto di vista calcistico. Perché gli operai sì ed i giocatori no? Il rischio che sta subendo il Paese è molto più grossa di quanto pensiamo. Siamo un Paese con tanti problemi dal punto di vista gestionale, quindi probabilmente queste decisioni sono state prese per una ripresa del mercato. Ci sono misure che non possono essere ignorate, credo che con mascherine, guanti e la giusta distanza ciò è stato reso possibile”.
Chiariello: “MAXI la parola d’ordine: maxi mercato, maxi stagioni e maxi ritiro”
Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Mi tocca ripetere un concetto. Tra le maxi polemiche tra sindacato e Lega, Ministro dello Sport con il CONI, presidente e presidente, avremo un maxi mercato fino a Dicembre, maxi stagioni con contratti prorogati fino a fine attività, infine il maxi ritiro, tema nuovo: 3 mesi senza famiglia per i ragazzi dopo la quarantena, così deve essere per salvare il calcio”.
Albarella: “Gli sportivi vengono da un forte periodo di stress che abbassa i sistemi immunitari”
Eugenio Albarella, preparatore atletico: “Maxi ritiro? Il problema deve essere valutato a 360°. Ho la sensazione che si voglia riprendere quanto prima senza avere la vera idea del come. Quante squadre sono davvero in grado di potersi sigillare? E se si commette un’errore? Bisogna avere le strutture adatte, altrimenti si creano problemi anche per gli altri. Bisogna mettere sul tavolo un discorso ampio con tutti i componenti di una società e capire come lavorare in sicurezza. Ritiro 4 Maggio? Sta tutto nel gestire le difficoltà, bisogna tener presente una componente del tutto nuova. Aver a che fare con atleti che vengono da periodi di estremo stress che, protratto nel tempo, abbassa i sistemi immunitari”.
Popolizio: “Si fanno tante sperimentazioni, perché non provare anche con i giocatori? Per uno sportivo è stressante stare a casa”
Daniele Popolizio, psicologo dello Sport: “Dal punto di vista psicofisiologico in questo momento mantenere una forma di esercizio fisico, non sarà sufficiente a tenere lo stato adrenalinico che un’atleta ha durante un campionato. Ritengo che con le dovute precauzioni, si debba concludere il campionato. Ovviamente non ci si può allenare in posti ristretti, ma si può fare una prova.
Si fanno tante sperimentazioni, perché non farlo su chi è disposto a farlo? Per un’atleta è più difficile stare a casa piuttosto che chiudersi con i compagni a giocare. Quindi cerchiamo almeno per uno sport di ragionare se si può sperimentare qualcosa con le dovute precauzioni. Problemi con i figli? I figli degli sportivi sono abituati fin da piccoli a questi distacchi, sono abituati al trasloco facile, certo è comunque difficile, ma ne sono abituati. È più pesante per lo sportivo stesso, stare a casa più del dovuto porta problematiche innanzitutto dal punto di vista fisiologico, poi psicologico perché in questi periodi può godersi la famiglia, riscoprire passatempi, ma lo stato di attenzione e stress necessario per l’attività agonistica è completamente smarrito. Il calcio è sport e tanto altro, facciamo rientrare in casa – con delle prove e delle dovute precauzioni – uno sport che regala emozioni”.
Chiariello: “De Laurentiis non è vulcanico, è al polo, è un freezer, ha congelato tutto”
Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNapoli: “Tutti noi sappiamo che quando De Laurentiis parla in pubblico non fa prigionieri e le sue esternazioni spesso travalicano il senso della misura. In questo momento però, oltre ad aver cambiato marcia in Lega guidando la corrente dei falchi, oggi sta applicando il silenzio, la società tace. In questo momento De Laurentiis non è vulcanico, è al polo, è un freezer: ha congelato tutto. La sua strategia non è nota a tutti, una sola cosa è chiara: ha messo in cassa integrazione chi invece, non doveva andarci”.
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