NAPOLI – La sensazione è tangibile. C’è un clima di confusione che nasce dalle incoerenze inziali e determina preoccupazioni, perplessità e rabbiose prese di posizione nell’avvilita torcida della squadra del cuore. Il segnale più recente nell’ultimo striscione indirizzato al presidente: “La giusta mentalità per non vincere niente”, dopo un altro paio di messaggi eloquenti sparsi per la città. Tutto questo perché si sa da dove veniamo, ma non si sa dove andiamo. In realtà c’è tanta carne sul fuoco e che rischia di bruciare, mandando in carbone quello che è rimasto di un prelibato arrosto che si è perduto a causa di una cottura incompleta, sbagliata. Gli errori commessi nella scorsa stagione sono tali e tanti da condizionare fortemente l’inizio della nuova era che è stata avviata da una vera e propria rifondazione, innanzitutto concettuale e che avrà il suo peso e i suoi riscontri nella composizione della nuova rosa e per conseguenza negli obiettivi. Sarri e il presidente dovranno precisarli e illustrarli nel progetto-programma del dopo-Benitez. Beh, in realtà un’idea la gente ce l’ha già: considerando il clima di confusione iniziale, è comune l’opinione che ci troviamo di fronte ad un ridimensionamento e non all’inizio di un’operazione di rilancio, dopo l’internazionalizzazione del club voluta da De Laurentiis. Non a caso il patron ha annunciato un rosso nel prossimo bilancio, mettendo le mani avanti e aprendo la porta a Sarri che i miracoli li ha fatti ad Empoli e che, da novello San Gennaro, dovrebbe ripeterli in maniera più ampia e vistosa alla guida degli azzurri nella città in riva al Golfo. In Toscana ha guidato una 500, un’utilitaria, e la salvezza tranquilla è stato il miglior risultato possibile, ma qui è diverso semprechè non venga venduto il Pipita insieme con Callejon e qualche altro big per coprire l’annunciata perdita in bilancio. Eccole le incoerenze: infatti nonostante il rosso, il patron si era mosso per convincere Emery, tentando successivamente il colpaccio con Montella, malgrado l’accordo già raggiunto con Sarri. Già, il tecnico nato per caso a Bagnoli, un toscanaccio studioso del calcio, innamorato del bel gioco e gran lavoratore. La gente non ce l’ha con lui, i tifosi hanno però il sospetto e la preoccupazione che la squadra del cuore possa trasformarsi nell’EmpoNapoli.
Fonte: napolimagazine

