“Diego e noi” una raccolta di testimonianze su Diego Armando Maradona. Un regalo da raccontare.
Un cimelio di Maradona da conservare. Le feste di Natale sono passate e come di consueto, involontariamente, si fa il resoconto dei regali ricevuti. Fra le solite pantofole, portafogli eleganti e altri pensieri ci sono stati due regali che ho apprezzato veramente tanto: I libri.
Il primo libro è quello di Gigi Proietti “Decamerino”, una storia di barboni che s’intreccia con il quotidiano di un artista che vive nei camerini dei teatri e che, tra una pausa e l’altra, si cimenta nell’arte della poesia e dell’osservazione del mondo.
Il secondo libro, invece, mi è stato donato da una persona a me tanto cara, che ha voluto regalarmelo con la consapevolezza o no di lasciare un cimelio importante. Più di parlare di libro si può tranquillamente definire come una raccolta di testi inediti che hanno per oggetto la grandezza di Diego Armando Maradona.
Dal titolo “Diego e noi” è una raccolta di pensieri, storie, testimonianze e foto per il Pibe de Oro uscito gratuitamente con il quotidiano Il Mattino del venerdì 11 dicembre 2020. Un testo che non risulta per niente banale, ma che attraverso queste testimonianze riesce a trasmettere cosa ha rappresentato Maradona per noi napoletani. Tra le tante testimonianze, accompagnate da un’opera del maestro Tatafiore, alcune necessitano una maggiore attenzione:
Ricordi…
Maradona come compagno di squadra. La testimonianza di Ciro Ferrara, scritta in poche righe, mette in risalto il cambiamento della visione di Diego Armando Maradona agli occhi dell’ex difensore del Napoli, che da giovane giocatore degli Allievi e riuscito a diventare il compagno di squadra. Dall’entusiasmo di dire il suo nome “MA RA DO NA” durante una premiazione per la vittoria del campionato giovanile a quello di costruire un rapporto di fratellanza. L’amicizia è il tema centrale del suo racconto che permette al lettore di intendere cosa rappresentasse l’argentino in quel Napoli Campione d’Italia e vincitore della Coppa Uefa non solo grazie alle sue magie, ma anche alla capacità di essere un leader e di creare gruppo perché “i grandi amici insieme fanno grandi cose”.
Debolezza
La parola chiave è proteggerlo. La testimonianza del Vincenzo Salemme viene improntata sulla debolezza di Maradona. Nelle parole dell’attore napoletano il linguaggio della paura mostra l’incapacità del popolo napoletano di non essere riuscito a proteggere l’argentino dalle sue debolezze, ma non difendendolo dalle accuse a lui imputate (in riferimento alla droga), ma calmarlo come “si fa coi bambini e fargli vedere il futuro”. Vincenzo Salemme mette in atto tutta l’arte del commediografo, regista e poeta per farci capire al pieno che Diego Armando Maradona è sia uomo che giocatore: è stato sia capace di farci godere del “privilegio del vincitore” e sia di essere un uomo in lacrime per le sue debolezze.
Pace
Un rapporto mai rotto. L’ultima testimonianza è quella di Massimo Ranieri che mette l’argentino tra i grandi del passato napoletano. Secondo il cantante tra Diego Armando Maradona e la “nazionale napoletana” è stato un bellissimo rapporto d’amore che non è mai stato messo in dubbio e mai lo sarà. Quella devozione che si dedica ai grandi che hanno reso Napoli famosa nel mondo come Edoardo De Filippo, Totò, Massimo Triosi e Pino Daniele. Massimo Ranieri racconta l’aneddoto di quanto è venuto a conoscenza della notizia della scomparsa dell’argentino e, come abbiamo fatto tutti, quello che si stava facendo in quel momento fu interrotto, perché in quel preciso istante “gli occhi sono lucidi di nuovo, il cuore lo resterà per sempre”.
“Diego e noi” è sicuramente il regalo più significativo che un tifoso del Napoli possa ricevere. Ringrazio, con un pizzico di egoismo, quella cara persona che me l’ha regalato perché è riuscito a farmi capire ancora di più cosa significasse e significa el Pibe de oro per Napoli. Io che non l’ho visto mai giocare, ma che quando sento il nome Maradona “…mi batte el corazon”
Francesco Abate

