Max Esposito ex scugnizzo napoletano ci parla del Napoli e si racconta a cuore aperto.

 
 
Max Esposito
   

Max Esposito

         

Quest’oggi abbiamo intervistato Massimiliano Esposito detto Max, ex calciatore del Napoli della metà degli anni 90, attualmente impegnato con la primavera del Padova calcio.

Abbiamo posto a Max alcune domande:

Cosa pensi dell’attuale situazione del Napoli?

Max Esposito – penso che durante il pre campionato si siano costruiti troppi castelli in aria parlando di scudetto e invece sono venute fuori lacune evidenti come la mancanza di gioco, modulo non appropriato, mancanza di giocatori in alcuni ruoli. Tutto questo porta ad un rendimento non consono alle aspettative dei tifosi.

Cosa dici di Ancelotti per l’utilizzo dei giocatori in campo?

Max Esposito – penso che se non sei nello spogliatoio, se non sei nell’ambiente puoi solo ipotizzare. Ancelotti è un grande allenatore ed è stato un calciatore che ha vinto tanto e non penso che si sia rintontito all’improvviso, secondo me ha voluto mettere la sua impronta sul gruppo e sul modulo per necessità, non avendo un play davanti alla difesa, non avendo centrocampisti è dovuto passare ad un centrocampo a due piuttosto che a tre. Questo ha portato degli squilibri perchè il Napoli veniva da un modulo 4-3-3 giocato a memoria nell’era Sarri.

Cosa puoi dire del nostro Presidentissimo Aurelio De Laurentiis:

Max Esposito – Il Presidente è un grandissimo imprenditore, lo ha dimostrato, lo dimostra. Gli va dato atto che ha riportato il Napoli nel calcio che conta, ha disputato la Champion’s ed è ovvio che da tifoso gli dico grazie. Penso però che con qualche investimento in più mirato si potrebbe ambìre allo scudetto o a lottare per lo scudetto.

Qualche acquisto nel mese di dicembre per ovviare all’attuale situazione?

Max Esposito – Se ragiono come lui da imprenditore ti dico di no, perchè quest’anno alla Juve che lotta e vince lo scudetto si è inserita l’Inter che ha un grandissimo allenatore, un gruppo che lotta per essere antagonista della Juve, per cui il napoli si dovrà accontentare del terzo/quarto posto. Investire per queste posizioni, da imprenditore De Laurentiis non lo fa. Se ragioni da tifoso allora per guadagnare qualche posto in classifica significa investire e il centrocampo è il tallone d’achille di questo Napoli.

Con questa rosa come giocheresti, con quale modulo e con quali giocatori nuovi.

Max Esposito – La linea difensiva può andare bene con Koulibaly, Manolas e anche Luperto. Un rinforzo lo metterei a sinistra visto che Goulham è infortunato e Mario Rui non mi piace perchè ritengo che non sia ne’ carne, ne’ pesce, nel senso che non sa difendere e neanche attaccare. Questa è la mia modesta opinione essendo il calcio soggettivo. A centrocampo bisogna intervenire perche se giochiamo col 4-3-3 manca il play, giocatori come Verratti, Tonali (di cui caldeggio l’acquisto per il Napoli), sono uomini importanti da cui far partire il gioco. In attacco ci vorrebbe un attaccante di peso in più in considerazione di quelli che sono anche i tempi di recupero di Milik.

Max parliamo di te, cosa ha rappresentato per te il Napoli:

Max Esposito – Napoli ha rappresentato il ritorno a casa, dopo tanto girovagare dall’età di 14 anni, da Catanzaro alla Reggiana, alla Lazio, poi l’opportunità di tornare a casa. Ricordo ancora le parole di Zoff che mi diceva di restare alla Lazio, ma io son voluto tornare a casa…..a Napoli. Se tornassi indietro rifarei esattamente la stessa cosa.

A metà degli anni 90 ti sei trovato nel Napoli con Montefusco come secondo allenatore e Antonio Juliano come Dirigente sportivo, quale confronto hai fatto tra il Napoli di una volta ed il Napoli dove in quel momento giocavi:

Max Esposito – Ti dico la verità, al di là dei dirigenti, allenatori, io ho provato un senso di appartenenza spiccato, ti confesso che facevo il riscaldamento a mille e anche se non giocavo perchè in panchina ero sudatissimo e sentivo la maglia azzurra come fosse stata la mia seconda pelle. Il Napoli ti rimane nel cuore e sulla pelle, perchè Napoli è unica, Napoli è la mia città.

Max hai segnato un gol al Milan alla scala del calcio, al Meazza, quando giocavi con la Reggiana, volendo anche fare didattica per i giovani che ci ascoltano e ci leggono, raccontaci la dinamica di quel gol.

Max Esposito – Quello fu un momento particolare, avevamo grossi problemi con la Reggiana e stavamo per retrocedere. Dovevamo mettere il cuore in campo e lo facemmo. Io cominciai già dalla sera prima della gara mangiando poco, dormii anche poco e il giorno dopo ero pronto. Ricordo che ebbi 2 limpide palle e che sulla seconda, dal limite dell’area, calciai di mezzo collo destro con la palla che si insaccò colpendo prima il palo della porta avversaria. Riuscimmo a risolvere la partita in nostro favore salvando la stagione. Mi chiamarono gli amici napoletani ed erano felicissimi perchè a quel tempo il Milan era considerato un acerrimo nemico del Napoli.

Max tu sei coautore di un libro.

Max Esposito – si siamo in undici tra cui Mondini, Perrone, Igor Protti, e con questo libro abbiamo voluto raccontare il calcio di una volta. Il titolo del libro è L’altro Calcio anni 80/90. Una lettura più che interessante per i giovani di oggi che si avvicinano al gioco più bello del mondo.

Grazie Max, ci hai arricchito con la tua loquacità e la tua visione del calcio moderna e di qualche anno fa, sopratutto ci ha piacevolmente colpito il tuo essere napoletano verace, napoletano a pelle. Max, continueremo a volerti bene. Ad Maiora Campione.

                                                                                       Francesco Masucci

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