Il tifoso del Napoli Alessio Buonocore è morto a soli 16 anni dopo aver combattuto a lungo contro una crudele malattia.
Quella di Alessio Buonocore è una triste storia il cui epilogo è avvenuto qualche giorno fa. Il giovanissimo tifoso del Napoli aveva infatti solo 16 anni, ma ha avuto la peggio di fronte ad una brutta malattia presente nella sua vita da molto tempo. La storia del giovane Alessio diventa conosciuta nel lontano 2018, quando a 12 anni realizza un piccolo sogno insieme ad altri suoi coetanei: accompagnare i tifosi della sua squadra del cuore in campo prima dell’inizio del match. L’occasione avviene precisamente il 7 ottobre 2018, quando il Napoli sfida il Sassuolo allo Stadio di Fuorigrotta che al tempo si chiamava San Paolo. Alessio viene inquadrato dal maxi schermo mentre è in mezzo al campo e purtroppo è preso subito di mira a causa del suo peso. I leoni di tastiera lo definiscono subito “grasso” e lo coprono di insulti senza riflettere nemmeno per un secondo sulla presunta causa di tale situazione. La ragione di ciò aveva infatti a che fare con la malattia contro la quale stava combattendo fin dalla sua infanzia. Alessio Buonocore diventa così una vera e propria vittima di cyberbullismo.
Da Castel Volturno a “La Vita in Diretta”
I giocatori del Napoli prendono subito a cuore la sua storia. Subito dopo la brutta parentesi il tecnico dell’epoca Carlo Ancelotti e l’ex capitano Lorenzo Insigne lo invitano a Castel Volturno. Il giovane tifoso ha dunque l’opportunità di realizzare un altro piccolo sogno assistendo all’allenamento dei suoi idoli. Quest’ultimo appare anche nel corso di una puntata di “La Vita in Diretta” e nonostante la sua giovane età riesce ad impartire con poche parole una morale a tutti coloro che lo hanno insultato con estrema leggerezza. Alessio dice che le persone lo insultavano per invidia, perché: “volevano stare in campo al mio posto”, ma soprattutto afferma che nonostante gli insulti “la passione pe il Napoli non potrà togliermela nessuno”.
Qualche giorno fa Alessio Buonocore si è arreso di fronte alla malattia che lo ha portato via giovanissimo. I funerali si sono tenuti durante la giornata di ieri 3 gennaio e tutta la comunità partenopea piange quel ragazzino entrato nel cuore di tutti. La triste vicenda di Alessio fa certamente riflettere su quei comportamenti tanto scorretti quanto comuni da parte di tante persone. Ci si chiede il perché al giorno d’oggi le offese hanno quasi sempre la meglio sui momenti di riflessione. Basterebbe poco per domandarsi se dietro ad una situazione apparentemente “banale” ci sia magari un qualcosa di ben più serio. Si decide invece di ferire senza stare troppo a pensarci su, non considerando minimamente né chi è dall’altra parte, né le conseguenze che possono scaturire da un’azione così infima. Quella di Alessio Buonocore è una storia che dovrebbe essere ricordata e far riflettere molte persone, ma molto probabilmente tra un po’ di tempo cambierà la vittima, ma non la situazione.
Maria Marinelli
Fonte foto: Facebook, Arturo Minervini
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