Napoli, Ancelotti: “Qui voglio restare almeno 9 anni, abbiamo una grande squadra”
Napoli Ancelotti| Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, è stato ospite all’università Luiss Sport di Roma per parlare al convegno “Luiss Talk Sport”. Queste le sue parole:
Napoli nel limbo? Mah, Napoli nel limbo mi sembra una parola grossa. A parte la Juventus, se il Napoli è nel limbo, allora le altre dove sono? Il Napoli nell’ultimo periodo è sempre stato ai vertici del calcio italiano, poi c’è il risultato sportivo ma in fin dei conti anche questo lo è. Il Napoli negli ultimi 12 anni ha fatto dei passi da gigante, tra le prime squadre d’Europa, questa squadra è molto vicina a raggiungere un risultato sportivo importante.
Parliamo di una società sana, che ha un progetto chiaro, investe in base a quello che ricava. Ci sono regole europee che ti impongono questo, se io sono andato ad allenare il Napoli è perché condivido ed accetto questo progetto. Anche a livello tecnico mi piace, c’è volontà di investire sui giovani, siamo vicini ad ottenere risultati sportivi importanti, altri risultati di altra natura come quella economica sono già stati raggiunti dalla società.
ANCELOTTI SUL CALCIO IN ITALIA
Che calcio ho ritrovato in Italia? Il solito calcio italiano, molto considerato in Europa per le conoscenze tattiche. Nelle infrastrutture siamo indietro, in tutta Europa gli stadi sono stati quasi tutti rinnovati. A livello ambientale ci sono ancora sussulti di violenza, ignoranza, maleducazione, cose che sono state depennate da tutte le parti. In Inghilterra non sono stato mai insultato, in Francia nemmeno, in Italia siamo ancora indietro sotto questo punto di vista, troppa gente maleducata, bisogna migliorare.
ANCELOTTI SUL NAPOLI DI SARRI
“Difficoltà nel cambiare mentalità dopo Sarri? Ho trovato una squadra che conosce tante cose, la linea difensiva fatta molto bene. Tante cose erano fatte bene, dopo il fatto di cambiare qualcosa era legata all’idea che ho io, difendere in maniera diversa può dare dei vantaggi. Col 4-4-2 si aggredisce meglio in avanti ma non ho mai imposto niente, ho chiesto ai giocatore se c’era disponibilità di farlo, sopratutto ai centrocampisti. Giocatori come Hamsik, Callejon, mi hanno dato subito la loro disponibilità. Provare qualcosa di nuovo dà sempre motivazione, se però c’è imposizione allora no. Abbiamo provato, si sentivano comodi e quindi abbiamo continuato”.
“A NAPOLI VIGLIO BATTERE IL RECORD CHE HO AL MILAN”
“Le squadre più importanti della mia carriera? Non saprei fare una classifica delle squadra più importanti. Se proprio devo fare una classifica, va in base al periodo di tempo che ho condiviso di più in una squadra e al Milan sono rimasto 8 anni… ora però voglio battere questo record con il Napoli”.

