Napoli, ci vuole coraggio: “cchiù nera d’à mezzanotte nun po’ venì!”

   

Partita bellissima contro la Lazio che sicuramente avrà fatto brillare gli occhi a tutti gli amanti del gioco del calcio. Scambi in velocità, ritmo intenso, tante occasioni, ma un solo punto raccolto.

Che al Napoli manchi un finalizzatore è cosa nota, ma fino al mercato di gennaio inutile ripetere l’ovvio. Mertens da ‘falso nueve’ va e non va, mentre Gabbiadini, per chi non l’avesse ancora capito, non può e non vuole giocare in quel ruolo. Nei pochi minuti disputati ieri sera Manolo è stato quasi irritante per atteggiamento e giocate. A questo punto, la cosa più logica, sarebbe cambiare modulo fino a quando non avremo la famosa prima punta, sacrificando qualche fedelissimo di Sarri, oppure, se si vuole continuare con il 4-3-3, puntare sul giovane Negro della Primavera che punta di ruolo lo è.

Dico amenità? Può essere! Fatto sta che il Napoli di ieri, per l’ennesima volta, ha prodotto tantissimo gioco, ma ha fatto una fatica enorme a metterla dentro, raccogliendo effettivamente meno di quanto seminato.

Se Sarri non vuole cambiare modulo perché non prova il giovane Negro? Il ragazzo è una prima punta e segna pure un numero discreto di gol. Alla fine, per gioco prodotto e intensità, questo Napoli riuscirebbe a far segnare anche lui.

Il problema più importante degli azzurri, però, è un altro e si chiama Pepe Reina. Per l’ennesima volta ha penalizzato la propria squadra commettendo un errore grossolano e che poco si addice a un portiere della sua esperienza e caratura. Chiriches pure ci ha messo del suo non chiudendo Keita, ma il pasticcio vero e proprio l’ha commesso l’estremo difensore spagnolo facendosi passare il pallone sotto il braccio e sul proprio palo di competenza. Lo stesso portiere si è messo le mani nei capelli (che non ha).

Non c’è dubbio che il buon Pepe sia un uomo spogliatoio, uno che in mezzo al campo si fa sentire dai compagni e che a volte ha salvato il risultato con le sue parate, ma facendo bene i conti, ormai, le sue papere superano di gran lunga gli interventi decisivi.

È indubbio che Reina sia un leader di questa squadra composta essenzialmente da giovani, ma la storia ci insegna che il leader puoi farlo anche dalla panchina. Magari un Sepe, in questo momento, potrebbe offrire più garanzie in attesa che il portiere titolare ritrovi la giusta concentrazione.

Un portiere che non para ha la stessa efficacia di una forchetta per prendere il brodo!

Il calcio italiano, purtroppo, è fatto così: al primo errore vieni punito. Di errori individuali noi ne stiamo commettendo fin troppi e, a questo punto, mi sembra assurdo attaccarsi alla sfortuna o alla mancanza della prima punta. Questo è il materiale che abbiamo a disposizione e con questo dobbiamo arrangiarci. Come si suol dire, bisogna fare di necessità virtù.

La situazione attuale ci mette di fronte a due scelte: 1) cambiare modulo; 2) inserire Negro, l’unica punta di ruolo che hai andando a pescare nelle giovanili.

Altre strade percorribili non le vedo dal momento che Gabbiadini, calciatore che ho difeso fino a ieri, non può giocare in questo modulo, e i tre piccoletti davanti creano tanto ma non sono dei finalizzatori.

È un peccato buttare alle ortiche un lavoro durato quasi un anno mezzo. Abbiamo un’ottima squadra con dei validi elementi, basta solo prendere delle decisioni, anche se  temporanee, che potrebbero mettere una pezza all’emergenza attuale. Ci vuole solo un po’ di coraggio che tanto “cchiù nera d’à mezzanotte nun po’ venì”.

Detto ciò, #IoStoConSarri

Dario Catapano

@DarioCatapano

Dario Catapano

Laureato in giurisprudenza e giornalista dal Febbraio 2014. Nelle cose che faccio ci metto il cuore...e la faccia! Facebook: https://www.facebook.com/dario.catapano1 Twitter: @DarioCatapano

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