Pubblicato il: 12 Febbraio 2021 alle 4:45 pm

Napoli-Juventus: statistiche, precedenti e cenni storici

Napoli-Juventus – Precedenti, statistiche e curiosità di questa sfida valida per la ventiduesima giornata del campionato di serie A 2020-21, la terza del girone di ritorno

Napoli e Juventus si sfideranno nella ventiduesima giornata del campionato di serie A 2020/21. Le due formazioni scenderanno in campo sabato 13 febbraio 2021 alle ore 18:00 allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli.

Le statistiche tra Napoli e Juventus

In casa dei partenopei, Napoli e Juventus si sono affrontate 74 volte. Il bilancio di questa sfida è quasi in parità: gli azzurri, infatti, hanno ottenuto la vittoria in 24 occasioni mentre i bianconeri in 23; tra le due formazioni, il risultato di parità al Maradona si è verificato in 27 circostanze.

Nell’analisi del computo totale delle sfide a Napoli, questo incontro si è disputato anche 1 volta in Coppa UEFA, 5 volte in Coppa Italia e 1 volta in serie B (1-1 coi gol di Del Piero e Bogliacino).

Le ultime volte al Maradona

Al Diego Armando Maradona, lo scorso anno, il Napoli riuscì ad imporsi sui futuri campioni di Italia per due reti ad una; i gol di Zielinski e di Insigne, nel corso del secondo tempo, portarono gli azzurri sul doppio vantaggio prima del gol di Cristiano Ronaldo che accorciò le distanze proprio nei minuti finali del match. La Juventus è riuscita ad espugnare il Maradona l’ultima volta nel marzo 2019: il gol di Pjanic e quello di Emre Can, nella prima frazione di gioco, resero inutile la marcatura di Callejon nel secondo tempo anche perchè, a 5 minuti dalla fine, Insigne calciò sul palo un calcio di rigore. L’ultimo risultato di parità verificatosi in casa del Napoli, tra azzurri e bianconeri, è datato 2 aprile 2017: 1-1 firmato da Khedira e Hamsik.

Curiosità e cenni storici

Napoli-Juventus è da sempre LA partita per tutti i tifosi della maglia azzurra. Di partite emozionanti e storiche tra queste due squadre ce ne sono state tante, come tanti sono stati i calciatori che hanno indossato entrambe le maglie: dai Sivori, Altafini, Zoff ai Ferrara, Fabio Cannavaro, Pecchia, Di Canio, Fonseca, Amoruso, Zalayeta, Quagliarella fino ad arrivare a Gonzalo Higuain.

Ritornando alle partite epiche che hanno visto il Napoli battere la Juventus ed entrare nella storia, ricordiamo la sfida nei quarti di finale di Coppa UEFA 1988/89. In un allora San Paolo gremito in ogni ordine di posto, gli azzurri di Maradona dovevano riuscire nell’impresa di capovolgere lo 0-2 rimediato a Torino quindici giorni prima.

La partita si mise subito sui binari giusti per la formazione allenata da Ottavio Bianchi; al decimo del primo tempo, l’arbitro tedesco Kirschen decretò un calcio di rigore per un fallo di Bruno su Careca in piena area di rigore: Maradona dal dischetto spiazzò Tacconi facendo ruggire lo stadio. Il raddoppio partenopeo arrivò allo scadere del primo tempo: Alemao rubò palla a Mauro sulla trequarti e lanciò subito per Carnevale; l’attaccante prese la mira e, dai 16 metri, fulminò ancora una volta Tacconi.

Adesso la partita è in perfetta parità, si sente odore dei calci di rigore ma, all’ultimo minuto dei tempi supplementari, Careca riuscì a mettere un pallone in area juventina e Renica non fallì l’appuntamento con la storia mandando, di testa in tuffo, la palla alle spalle di Tacconi: 3-0! Quel Napoli, in quell’edizione della Coppa UEFA, avrebbe poi alzato, sotto il cielo di Stoccarda, il suo primo e unico trofeo internazionale.

Napoli-Juventus è anche Coppa Italia. Il tabellone dell’edizione 2006/07 mise di fronte le due squadre per un sedicesimo di finale a dir poco incredibile. Gli azzurri, freschi di risalita in serie B dopo due anni di serie C, dovevano affrontare la Juventus declassata d’ufficio in seconda serie, causa lo sconvolgimento scaturito dai fatti di Calciopoli che colpì il mondo italiano del gioco del pallone.

Ritornando a quell’incontro, le due squadre diedero vita ad un match infinito. Gol, emozioni e sussulti continui si trasformarono, poi, in una festa tutta partenopea. La Juve, in maglia rossa, trovò il vantaggio con una deviazione di testa di Chiellini al 27′ del primo tempo. Dopo solo dieci minuti, su assist di De Zerbi, Cristian Bucchi trovò il pareggio con una bel destro angolato. Nel secondo tempo, il Napoli passò in vantaggio con Calaiò che deposita in rete dopo aver superato anche Buffon in uscita.

A mezz’ora dalla fine, il bulgaro Bojinov lasciò il campo per Del Piero che, dopo pochi minuti, pareggiò i conti e portò le due squadre ai supplementari. Lo stesso Del Piero, all’ultimo minuto dell’extra time, riuscì nella zampata che trafisse Iezzo per la terza volta. Questa volta la partita sembrava davvero finita ma non per Paolo Cannavaro; il difensore napoletano si catapultò in area di rigore e, in una meravigliosa rovesciata, riuscì a mettere il pallone alle spalle di Buffon e a far scoppiare lo stadio. Fu il preludio finale ai calci di rigore che videro gli azzurri passare il turno.

In campionato, il gol di Maradona datato 3 novembre 1985 ha fatto la storia: un calcio di punizione in area, un gesto balistico che non si è mai riuscito a spiegare. Il pallone fermo a 10/12 metri dalla porta; troppo vicino al portiere bianconero Tacconi, troppo vicino alla rete, troppo vicino alla barriera, troppo vicini Scirea e Cabrini che si staccarono dal muro juventino appena Pecci toccò la palla a Diego:

“Eraldo, passamela indietro”
“Ma sei matto Diego, come fai a farla passare sopra?”
“Tu dammela dietro”.
“Diego, da qui non passerà mai”.
“Tu non ti preoccupare”. Palla nel “sette” alla sinistra di Tacconi: fu 1-0.
(Dialogo tra Maradona e Eraldo Pecci).

 

Antonio De Nigro

 

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