Marelli: Orsato stava parlando col 4° uomo o con l’assistente in zona. Gli audio non vanno né alla Lega né all’AIA, ma all’IFAB. Si crede davvero che l’IFAB tagli un audio?
A ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, sono intervenuti vari opinionisti e giornalisti per parlare dell’intervista di Pecoraro, del caso Orsato, del Napoli e di altro.
Questi i loro interventi riportati da ForzAzzurri.Net:
Chiariello: “Voglio ripetere che il calcio è il minore dei lavori utili, ma è anche il più necessario”
Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Il calcio italiano è assolutamente nel marasma più totale a causa di un Ministro che si mette a smentire il collega degli Interni, i governatori delle Regioni, dicendo che non è cambiato nullla. Dobbiamo chiedere le dimissioni dell’onorevole Spadafora? Un movimento #SpadaforaOut? Dobbiamo chiedere che certi pensieri lascino il passo a persone che hanno bisogno di lavorare? Voglio ripetere che il calcio è il minore dei lavori utili, ma è anche il più necessario”.
Marelli: “In quel momento Orsato stava parlando col 4° uomo, o con l’assistente in zona. Davvero l’IFAB taglierebbe un audio?”
Luca Marelli, ex arbitro, su Orsato: “E’ legittimo avere idee differenti, è illecito infamare. Faccio questo lavoro da 20 anni, i miei clienti sono soddisfatti tranne qualcuno come giusto che sia. Non me ne frega di discutere di Pecoraro, parlo solo di esprimere la mia opinione, non consento a nessuno di diffamarmi in questa maniera. Questa maledette visibilità di tutti tramite social, tv, radio, ha dato alla testa.
Baselli su Pjanic? Non era sul pallone, è un fallo evidente. Quello di Pjanic non fu espulsione diretta, perché nessuno l’ha mai eccepita, non esiste nel regolamento. Se un arbitro sanziona con cartellino rosso quel fallo di Pjanic, viene penalizzato. L’organo tecnico ha valutato male quella partita di Orsato, tant’è che per 3 giornate è stato fermo.
Audio scomparsi? Quando ci fu quell’azione la panchina dell’Inter saltò in aria perché era un’ammonizione evidente. In quel momento Orsato stava parlando col 4° uomo, o con l’assistente in zona. Gli audio non vanno né alla Lega né all’AIA, ma all’IFAB. Credi davvero che l’IFAB tagli un audio?”.
Sandulli: “Intervista di Pecoraro tira fuori del malumore. I problemi economici che affronteremo avranno bisogno di anni per essere colmati”
Piero Sandulli, presidente commissione sport appello FIGC: “Fortunatamente il CONI nel 2014 distinse giudizio federale da quello sportivo, tutto quello che potrebbe arrivare, finirebbe sul tavolo del mio omologo, ma non sul mio.
Pecoraro avrebbe dovuto indagare? L’unica cosa che so di questa vicenda è l’intervista pubblicata da Il Mattino ed ho letto un piccolo richiamo sul Corriere della Sera, non ho elementi per entrare nelle valutazioni, tanto meno le competenze. Da quell’intervista vien fuori un po’ di malumore, tant’è che poi Pecoraro si è dimesso prima della scadenza del suo mandato.
Pecoraro è una persona molto stimabile, nell’intervista di ieri ha parlato di un comportamento accidentale. Oggi con la legge 280, quella che chiamiamo pregiudiziale sportiva, prima di arrivare davanti al TAR bisogna dar conto ai due gradi interni. Causa di forza maggiore scialuppa di salvataggio del calcio? È sotto gli occhi di tutti, abbiamo tutti ad una serie di diritti costituzionalmente garantiti.
È chiaro che difronte a questa vicenda c’è il bene collettivo in primo piano e ci sono tutta una serie di problematiche, su tutto quelli economici che avranno bisogno di anni per risalire”.
Calcagno: “Ci facciamo trovare pronti per la ripartenza, con le dovute misure di sicurezza. L’AIC ha messo il primo mattoncino per il fondo solidale”
Umberto Calcagno, vice presidente AIC: “Non ho notizie privilegiate sulla ripartenza del calcio, ma ho delle aspettative positive anche perché calciatori e calciatrici vogliono riniziare. Qui si tratta di avere una responsabilità di sistema per fare tutto il possibile per ricominciare, noi che siamo uomini e donne di campo vogliamo rientrare, ma non vuol dire che va fatto a tutti i costi. E’ ovvio che vanno fatti tutti i tentativi possibili, ma andiamo a step: la nostra posizione è abbastanza chiara. Qui non c’è bisogno di persone pro o contro alla ripresa, dobbiamo farci trovare tutti pronti.
Oggi qualche primo passo si sta facendo. Sui giornali si parla molto dell’indotto, del fisco, ma non si può non capire che ripartire significa anche e soprattutto i soggetti più deboli del nostro sistema. Stiamo cercando di affrontare questa fase emergenziale con le varie Leghe, proprio per poter intervenire sulle fasce di reddito più basse. Siamo riusciti ad estendere ad atleti ed atlete il supporto per collaboratori sportivi, ma non basta. Noi abbiamo messo il primo mattoncino per il fondo solidale, è una responsabilità di sistema, il nostro l’abbiamo fatto.
Abbiamo fatto un accordo con la Serie C che aderirà, meglio se aderiscono anche Serie B e Serie A. AIC, FIGC e LegaPro ci sono. Il Ministro ha detto che rifinanzierà per i dilettanti un contributo, lo percepiranno tutti i soggetti che l’hanno fatto per la mensilità di Marzo. Oggi dobbiamo creare qualcosa di solidaristico anche per l’intero sistema. Il 31 maggio ci sarà un controllo per le società per quanto riguarda i pagamenti, come ogni anno, non sarà il Coronavirus a cambiare il regolamento.
Decurtazione stipendi? Siamo pronti, ma ci sono molti accordi in atto, spero nel buon senso. Non so quante società sono disposte a creare contenziosi con propri giocatori. Dobbiamo essere responsabili e far in modo che non nascano contenziosi ed essere pronti per la ripartenza”.
Russo: “Se crei una squadra femminile solo per pagare una multa, non ci siamo: questo è quello che devono capire le squadre maschili”
Federica Russo, portiere Napoli femminile: “Noi calciatrici siamo sulla carta delle dilettanti, lo stipendio è quello che è. Non possiamo ancora purtroppo vivere solo di calcio, non tutte almeno, come succede con i nostri colleghi uomini. Collaborazione tra uomini e donne?
E’ una scelta che dovrebbero fare le squadre professionistiche, il problema è far capire di investire su di noi, non devono lasciarci a noi stessi. La Juventus ha voluto investire nel progetto femminile e ci hanno creduto, ci deve essere un pensiero di investimento. Se crei una squadra femminile solo per pagare una multa, non ci siamo: questo è quello che devono capire le squadre maschili.
Questo Covid non ci voleva, il Mondiale di Francia ha aperto allo sviluppo del calcio femminile, spero non sia un arresto, io ci credo. Da una parte ci meritiamo il professionismo, al 2020 mi fa strano che l’Italia sia ancora ferma sul dilettantismo per quanto riguarda il calcio femminile”.
Chiariello: “Attacco totalmente da rifondare, un’incognita che preoccupa”
Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNapoli: “Leggo notizie non proprio entusiasmanti, al di là dei conti in tasca fatti a De Laurentiis. Che il Napoli voglia trovare uno sponsor per i costi dei tamponi, ben venga, ma se questo è un ostacolo allora chiudiamo baracche e baracchelle. Ormai Mertens è sulla via di Londra, sempre più lontani, rivoluzione in attacco con 5 attaccanti in uscita tranne Politano e Insigne. E’ preoccupante perché un attacco da rifondare è sempre un’incognita nel bene e nel male”.
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