L’ultima speranza per il Napoli, alla fine, poteva arrivare solo da uno dei tanti svarioni che hanno costellato la partita (e in parte la carriera) di Molinaro. Niente da fare, nonostante i generosi tentativi del rivale nessuno ha saputo approfittarne. Il Napoli riesce nell’impresa di rilanciare un Parma contro il quale hanno, di recente, vinto in sequenza Juve, Lazio e Roma, ma ciò che più dovrebbe bruciare a Benitez è il confronto con Donadoni, un allenatore che venne vaporizzato dall’avvento di Mazzarri la volta in cui la società di de Laurentiis ebbe la saggia intuizione di cambiare guida tecnica. Da allora il Napoli cominciò una poderosa e storica cavalcata che rese veramente imbarazzante il confronto fra il prima (con Donadoni) e il dopo (con Mazzarri) proseguita negli anni e giunta ora a un parziale, anche se doveroso, momento di riflessione perché una squadra che vince con grande sicurezza contro la Juve non può perdere con simile sciatteria contro il Parma. Con tutto il rispetto per entrambe le squadre, ma c’è un abisso inspiegabile fra le due sfide, tale da rendere ingiustificabile la disparità delle prestazioni. Detto questo ed entrando ulteriormente nel merito della gara, al Napoli è stato negato un evidente rigore su Zapata grazie alla ennesima scadentissima prova dell’ineffabile arbitro Bergonzi. Da chiarire la sostituzione di Higuain che apre un piccolo fronte di polemiche. Polemiche che non mancheranno dopo il plateale litigio fra de Laurentiis e un tifoso del Napoli. Prosegue invece la marcia sontuosa della Roma che ha definitivamente messo al sicuro la seconda posizione e si lancia con audacia e un meno 5 dalla capolista, sia pur momentaneo e in attesa del confronto fra Juve e Livorno. Strepitosa la prova di Destro autore di una tripletta ma anche di un gesto che, se valutato opportunamente dall’arbitro, avrebbe decretato l’espulsione del giocatore.
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