Anche Carlo Ancelotti ebbe a che fare con insulti personali e non quando allenava il Napoli
Quanto successo a Luciano Spalletti, vittima di continui insulti e addirittura un tentativo di percosse da parte di un “tifoso” viola è solo l’ultimo nei numerosissimi casi di insulti a tesserati ( e non solo) azzurri. Tra razzismo, discriminazione territoriale e insulti personali, quando il Napoli gioca a Firenze succede sempre qualcosa di spiacevole. Anche Carlo Ancelotti denunciò questa pessima abitudine dei supporters fiorentini. Era il 2019, prima giornata di campionato della stagione 2019/2020, e il Napoli batte la Fiorentina per 3-4.
Queste le sue parole di Ancelotti nel post gara:
“Qui al Franchi non è mai stato facile per il Napoli, campo ostile. Dopo 90′ minuti di insulti ho suggerito alla gente di andare a casa perché era ora! E’ una brutta abitudine, quando passerà sarà troppo tardi! E’ vero che si è concentrati sulla partita, però danno fastidio, soprattutto da una tifoseria per la quale simpatizzo perché mio padre tifava Fiorentina. Stimo i tifosi della Fiorentina, però i cretini ci sono ovunque, e molti erano dietro la mia panchina…“.
“Cori razzisti anti-Napoli? Io ho sentito quelli che hanno fatto a me e non erano territoriali ma personali. E’ stata una vergogna. E’ un tifo per il quale simpatizzo perché mio padre era un grandissimo tifoso della Fiorentina. Oggi hanno fatto la selezione di quelli dietro di me per insultarmi”.
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