Superlega ? Super flop! Il golpe di Agnelli e Perez scongiurato dal popolo del calcio

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Superlega battuta, i tifosi salvano il calcio e la Uefa

Le 48 ore di follia del mondo del calcio si sono chiuse con la sconfitta del nemico del popolo, la Superlega. La Uefa ha vinto grazie alla passione della gente.

Cos’è il calcio? E’ passione, orgoglio, sofferenza, meritocrazia. Il calcio è il Benevento che batte la Juve, l’Inter che piange il 5 maggio, il Liverpool che rimonta in 7 minuti una finale di Champions praticamente persa. E’ la tifosa della Germania disperata al gol di Del Piero in semifinale dei Mondiali, l’Atalanta che raggiunge l’Europa. Il calcio è il Napoli che riparte dalle ceneri in Serie C ed arriva ad un passo dallo Scudetto. Il calcio è fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni e nessuno, per quanto ricco o potente che sia, può pensare di esserne superiore. Non importa che tu ti chiami Perez o Agnelli, Barcellona o Manchester United, non sarai mai più importante dei tifosi, cuore e anima dello sport più bello del mondo. 

Colpo di stato, Uefa e Fifa sotto scacco ma…

Nella notte tra domenica e lunedì, 12 squadre, decidono di lasciare la Uefa con un comunicato congiunto, per aderire ad un nuovo progetto: La Superlega. Un piano perfetto per le casse dei club, indebitati fino al collo, capace di portare, solo alla firma, 350 milioni di euro, più svariate centinaia di milioni nel corso degli anni. Perez e Agnelli, a capo di questo colpo di stato, convinti di poter uscirne vincitori, sfidano il mondo. La Uefa e la Fifa non preoccupano. Avvocati già pronti a guerre legali con la certezza di rischiare praticamente zero. Ceferin(Presidente Uefa) risponde duramente ma le sue parole sembrano fare il solletico ai soci fondatori della nuova competizione, al punto che Perez, con spavalderia, interviene in una trasmissione spagnola per spiegare le regole del nuovo gioco. L’AntiTrust da ragione ai dissidenti rendendo vane le minacce degli organi ufficiali. Eppure dopo sole 48 ore dalla nascita della Superlega, il progetto muore. Perché? Grazie ai tifosi di tutto il mondo, compresi quelli delle squadre coinvolte.

…i tifosi salvano il calcio, la Superlega è fallita

La Superlega non è concettualmente errata. La Uefa nel corso degli anni ha commesso un innumerevole quantità di errori ed a pagarne le conseguenze sono state le proprietà dei club, specialmente quelli gestiti male. Una competizione dove non esiste la dittatura della Uefa non solo è auspicabile ma, a lungo andare, necessaria. Il problema è il modo in cui questa è stata concepita. Non si può pensare di vedere una classe elitaria qualificata di diritto e una classe popolana esclusa a prescindere. La Superlega muore quando i tifosi si rendono conto che non esisterà mai più, in questo modo, la possibilità di competere per le squadre non coinvolte. Ed ecco allora l’insurrezione popolare, con proteste social e non, con i tifosi delle squadre inglesi in piazza per chiedere il dietrofront. Il sentimento dei fan, suscita riflessioni in calciatori ed allenatori che si espongono, come forse mai prima d’ora, contro la Superlega. Sponsor e Tv fanno a gara per dissociarsi prima degli altri. Il progetto si sgretola ancor prima di iniziare. Boris Johnson, Primo Ministro inglese, fa da apripista e chiede ai club d’oltremanica di ritirarsi. Il Manchester City è il primo a farlo. A ruota tutte le altre di Premier League. Inter e Milan si aggregano nella notte, lasciando in Superlega solo la Juve con le 3 spagnole. Il golpe è fallito. I tifosi hanno vinto, il calcio è salvo. La Uefa e la Fifa non si illudano, la guerra non è finita ed è giunto il momento di fare chiarezza anche per loro, dopo anni di disastri, corruzione e fallimenti.

Mario Porcaro

 

 

 

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