Vaccini e sport un rapporto che non va sempre d’accordo

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Nel mondo dello sport, i vaccini sono gli unici a far ritrovare la normalità, ma non tutti sono d’accordo.

Un rapporto particolare. Il vaccino rappresenta l’unica strada percorribile per uscire da questa fase di pandemia che sta colpendo tutto il mondo. Una fase che dura da quasi due anni e che sembra non trovare una fine concreta. Come in tutti settori, anche quello sportivo è stato bersaglio di tanti provvedimenti, più o meno drastici, ma che hanno e permettono ai dilettanti e professionisti di continuare a svolgere le proprie attività. In Italia l’utilizzo del Greenpass “rafforzato” è l’unico strumento che servirà dal 1° febbraio per poter praticare sport. Lo stesso settore è stato sempre lo scenario di iniziative che hanno permesso di diffondere messaggi per incentivare, animare e smuovere la coscienza di tutte le persone. Lo sport è sempre stato un movimento che ha permesso di lottare alla discriminazione e al razzismo ed è, ancora una volta, un utile conduttore per sensibilizzare alla vaccinazione.

Un tennista senza vaccino

Una nota fuori dal coro è Novak Djokovic. Il tennista più forte al mondo a causa della sua mancata vaccinazione si è ritrovato, nella giornata del 5 gennaio del 2022, bloccato nell’aeroporto di Melbourne. Dopo la verifica dei documenti e la mancata esenzione medica per il vaccino, le autorità frontaliere australiane hanno deciso di negare l’accesso del campione tennista in Australia per partecipare allo Aus Open. Il primo torneo stagionale dello Slam ha imposto a tutti suoi partecipanti l’obbligo vaccinale, di cui il Serbo si è sempre espressamente dichiarato contrario. Una situazione conclusasi con la sentenza del tribunale che ha rilasciato il visto per entrare in Australia, ma che ha lasciato l’incertezza sulla partecipazione al torneo. A piovere sul bagnato sono state le accuse di manomissione del risultato del tampone e la partecipazione ad eventi da persona positiva al Covid-19. Una situazione in cui è emersa solo una cosa: Djokovic è un no vax. Una classificazione che non ha mai rifiutato e ha alimentato sviando sempre le domande o riferimenti sui vaccini e tamponi. Di certo, il tema dei vaccini non trova una cattiva pubblicità nel personaggio serbo, ma può alimentare in chi crede nella sua stessa visione una voglia di affermazione. La risposta del mondo del tennis è stata quella di prendere le distanze dal numero uno, tanto che in un comunicato ufficiale, l’ATP ha incoraggiato i propri giocatori e le persone di continuarsi a vaccinare affermando: “La vaccinazione è essenziale nel nostro sport, per navigare attraverso questa pandemia”.

Il messaggio olimpico

Il 2022 è l’anno dei giochi olimpici invernali e anche in questa occasione sarà importante lanciare il messaggio della vaccinazione. Più di 20 campioni, tra cui Federica Pellegrini, sono stati riuniti dal CIO per creare un video promozionale per il grandissimo evento, che si terrà a Pechino dal 4 febbraio, ed è stata l’occasione giusta per lanciare il messaggio della vaccinazione. Un messaggio, secondo quanto riportato da Sky Sport, molto chiaro rivolto a tutte le persone del mondo: “Ora più che mai siamo uniti per usare quel potere dello sport e del Movimento Olimpico e Paralimpico per aiutare a vincere la battaglia contro il Covid perché andiamo più veloci, puntiamo più in alto, siamo più forti quando stiamo insieme ci è stata data una strada da seguire con un vaccino sicuro ed efficace che può aiutare a salvare vite preziose e proteggere i nostri amici e le nostre famiglie. Quindi invitiamo i governi, le fondazioni, i filantropi, le organizzazioni sanitarie e le imprese sociali a garantire libero ed equo accesso al vaccino a tutti in tutto il mondo per proteggere coloro che sono i più vulnerabili, perché tutti su questo pianeta hanno il diritto di vivere una vita sana. Siamo più forti insieme quando siamo solidali e ci prendiamo cura gli uni degli altri”.

Lo sport a squadre

Il 10 gennaio è entrato in vigore la decisione del Consiglio dei ministri dell’obbligo vaccinale per gli sport a squadre. Una decisione che interesserà diverse federazioni, che dovranno provvedere a rendere operativa la norma al fine di organizzare i vari campionati professionisti. Chi dorme abbastanza tranquillo è la Serie A italiana che presenta una percentuale di vaccinati più alta rispetto agli altri sport, pari al 98% di giocatori vaccinati.

Sport e vaccini è un rapporto che dovrebbe essere saldo. L’uno vicino all’altro al fine di poter ritornare, forse un giorno, ante pandemia.

Francesco Abate

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