Il Napoli di Spalletti espugna il Bentegodi, 2-1 al Verona e +4 dalla quarta.
Il Napoli è sceso in campo a Verona con il piglio giusto ed un assetto tattico che ha consentito di sopportare la pressione degli scaligeri giocando più compatto.
Nuovo assetto
Nel corso della settimana che è seguita alla sconfitta casalinga contro il Milan, si è abbondantemente parlato di un Osimhen troppo isolato e poco servito. La cosa è apparsa così evidente che anche lo stesso Spalletti è corso ai ripari cambiando l’assetto tattico della squadra. Fuori il ruolo di sottopunta, resta un centrocampo a tre con Lobotka vertice basso, insieme con Fabian ed Anguissa a completare la mediana. Considerando che nel corso della stagione abbiamo sofferto le squadre che aggrediscono e concedono poco spazio e poco tempo per la giocata, non si poteva mettere in panchina nessuno tra Lobotka ed Anguissa. Modifica importante anche per gli esterni d’attacco, con il nuovo assetto partono più vicini all’area di rigore ma sopratutto più vicini ad Osimhen, per poterne sfruttare maggiormente le doti, ed anche per arrivare più lucidi in zona tiro, assolvendo a meno compiti di copertura. Tali scelte portano a lasciare ancora meno spazio a Dries Mertens, creando disappunto nella tifoseria, ma senza il ruolo di sottopunta, il belga può essere solo il sostituto di Osimhen in un 4-3-3. In una partita fisica come quella di oggi a Verona, la scelta Osimhen appariva ed appare la più logica.
Il match
In Verona-Napoli abbiamo visto meno distanza tra i reparti, ciò ha permesso di scaricare la pressione dell’uomo alle spalle in modo più semplice e rapido. Eccezion fatta per il cross di Politano per il primo gol di Osimhen, è mancata la qualità degli esterni, soprattutto di Lozano in evidente ritardo di condizione. Gli azzurri hanno avuto approccio ed atteggiamento da vincente, senza l’ombra di ingenuità che spesso ha oscurato serate dal destino che sembrava essere più brillante. Osimhen fa doppietta servito dagli assist di Politano e Di Lorenzo, migliore in campo. Il disegno tattico di Spalletti può riuscire quando il centrale di centrocampo ha piedi educatissimi, guidati dall’intelligenza di farsi trovare sempre smarcato dai compagni. Stabislav Lobotka riesce ad anticipare il tempo di gioco all’avversario, non appare mai in affanno, anche quando pressato riesce a disimpegnarsi. È diventato punto di riferimento per i compagni proprio come lo è stato Jorginho per il Napoli di Sarri e Pizarro nella Roma di Spalletti. A ciò va aggiunto che lo slovacco è capace anche di strappare palla al piede. La doppietta di Osimhen è la ciliegina sulla torta della trasferta napoletana. Il nigeriano tocca molti palloni verso i compagni, seppur chiamato ad una partita sporca si impone in area di rigore con forza in occasione del gol del vantaggio e detta il passaggio a Di Lorenzo per il gol del meritato 2-0.
Il Verona era stato dipinto per quello che è, la peggiore squadra che il Napoli potesse affrontare in questo momento, una squadra maschia, che la mette sul fisico, che ti viene a prendere 1-1 e che sa pungere con attaccanti di livello. Al Napoli va il plauso di aver concesso un gol (su prodezza di Faraoni) al migliore attacco della Serie A, ma i padroni di casa non hanno mai dato la sensazione di essere pericolosi e di potersi riprendere le sorti della gara.

