Le semifinali di Champions League ci hanno regalato due rimonte che rimarranno nella storia. La redazione di ForzAzzurri ha contattato un ex difensore del Napoli, ora allenatore, che è simbolo di queste imprese, Alessandro Renica.
Rimonte nel calcio – Quale interlocutore migliore se non Alessandro Renica. Il difensore ha militato in maglia azzurra dal 1985 al 1991 vincendo 2 Scudetti, 2 volte la Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana ed la Coppa UEFA nel 1989, 30 anni fa. Proprio in quella edizione si è reso protagonista realizzando un gol storico. Ai quarti di finale il Napoli il sorteggio vuole che ad affrontarsi siano Napoli e Juventus. L’andata a Torino vede il Napoli uscire sconfitto per 2-0. Al San Paolo serviva l’impresa, già nel primo tempo Maradona, su rigore, e Carnevale riportano l’equilibrio. Si va ai supplementari. Sul San Paolo scende l’ombra dei rigori fino a quando al 119′ Alessandro Renica, rimasto in avanti per gli sviluppi di un calcio d’angolo regala il passaggio del turno con un gol di testa.
Mister, mi perdoni la battuta, ma parlare con Renica di rimonte nel calcio è un po’ come parlare con Cannavacciuolo di cucina. Qual è la ricetta per compiere un’impresa del genere?
“In realtà non è che ci sia una vera e propria ricetta per le rimonte nel calcio. Quando si arriva così vicini al traguardo diventa un terno a lotto. Possono incidere gli episodi, il destino e la fortuna a cambiare le sorti della partita. Ovviamente bisogna che ci sia una certa abilità tattica, analizzando la partita di mercoledì la mossa di Pochettino è molto interessante. Ha cambiato l’inerzia del match che sembrava destinato al passaggio del turno da parte dell’Ajax.”
Sotto il punto di vista dei numeri, il Napoli moderno si è avvicinato, in qualche occasione anche superato, il suo Napoli. Dal punto di vista invece dell’animo, dello spirito, vede delle similitudini?
“A mio modo di vedere tutti mettono l’animo e la grinta. E’ nell’interesse di tutti cercare di vincere. Più si fa bene più si ha potere contrattuale quando si incontra la Società. Non vedo assolutamente una mancanza di animo e di cattiveria. Posso vedere altro, come carenze tattica o tecnica rispetto a squadre più forti e quindi perdi perchè in campo c’è l’avversario. Va considerato inoltre che i calciatori non sono dei robot, sono esseri umani ed in alcuni periodi la condizione fisica può calare, così come quella mentale che è legata all’autostima. Quando ad esempio non arrivano risultati, le gambe si appesantiscono. Ci può stare che ci siano magari periodi in cui la squadra sta bene fisicamente allora sembra che ci sia animo e determinazione, allo stesso tempo periodi in cui la squadra sta meno bene e sembra più spenta.”
Il Napoli saprà approfittare dei benefici economici e fiscali che porta il Decreto Crescita?
“Intanto va approvato, poi andrebbe chiesto a De Laurentiis e non a me (ride, ndr). Il Napoli per quello che ha speso ha sempre raggiunto i suoi obiettivi. L’anno scorso ha anche sfiorato lo scudetto, poi purtroppo non è andata come speravamo.”
Che vantaggi porterà avere la continuità tecnica di Carlo Ancelotti sulla panchina azzurra?
“Ancelotti ha un passato da allenatore indiscutibile, pieno di successi ma anche di non successi, come la carriera di tutti, anche la mia. Nonostante sia stato presentato come l’uomo giusto per arrivare ad un trofeo, ci sta che al primo anno sia arrivato. Ha dovuto conoscere ambiente, giocatori e superare tante difficolta, ha fatto un buon girone di andate ed una buona Champions League ma un pessimo ritorno, una pessima Europa League ed una pessima Coppa Italia. Il prossimo anno ci saranno meno alibi, sarà il vero banco di prova di Ancelotti al Napoli. Ci sono attese da parte di un allenatore che ha un ingaggio importante e ci si aspetta che il Napoli cresca.”
Mario Scala
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