Pubblicato il: 29 Aprile 2020 alle 4:20 pm

Calcio vittima di demagogia da quattro soldi, Giocare a Giugno o Settembre non cambia nulla ed altro a RPN

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De Nicola: giocare a Settembre cambierebbe molto? Da un punto di vista medico, no. Quelle che cambieranno saranno le abitudini. Sul protocollo maniacale sono d’accordo, ma comunque non garantisce sicurezza al 100%

A ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo,  sono intervenuti vari opinionisti e giornalisti per parlare degli effetti del coronavirus sul calcio, della ripartenza dei campionati e di altro.

Queti i loro interventi riportati da ForzAzzurri.net:

Calcio – Cobolli Gigli: “Fossi in Agnelli vorrei ripartire, non capisco il suo silenzio”

Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente Juventus: “I giocatori controllati periodicamente con tamponi, sarebbero meno esposti di persone che vanno a lavorare prendendo mezzi pubblici. E’ giusto che lo sport riparta in massima sicurezza, il problema è lo stadio. Non capisco questi tentennamenti di Spadafora, al momento si deve riprendere a stadi vuoti: è inevitabile. Complicherà la situazione dei giocatori, ma porterà avanti un sistema industriale come quello del calcio che vive di un indotto che vale una percentuale del PIL italiano. Con i controlli sui giocatori che si dovranno allenare con intelligenza, e su tutti gli addetti ai lavori si può ripartire. Ho fatto una ramanzina amichevole Buffon per aver baciato ed abbracciato Dybala nell’ultima partita, dovremo dare un limito alle reazioni emotive. Posizione di Agnelli? I media sono sicuramente un patrimonio importante per chi investe, ma i giornalisti dovrebbero sempre portare la verità, senza influenze. La Juventus è una società che ha fatto cose brillanti in questi anni, anche senza Champions, per farlo ha investito molto. E’ ovvio che abbia un problema di perdite che andrebbero a finire sul bilancio. Non so cosa pensano, ma se fossi nel presidente Agnelli cercherei di ripartire per recuperare ricavi. Non vorrei lo scudetto senza vincerlo sul campo, l’ideale è concludere il campionato e riagganciare il rapporto Serie  A, Serie B e Serie C. Bisogna cercare di recuperare tutto per Settembre e poi ricominciare con gli stadi almeno parzialmente riaperti”.

Chiariello: “Mister Tentenna la responsabilità non se la prende e sta usando un criterio molto astuto, ma subdolo: il silenzio diniego”

Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Le parole del Ministro Spadafora invitano a due ulteriori riflessioni: la prima è la focalizzazione della parola chiave che non è ‘rischio’ ma ‘sostenibilità’: convivenza con il virus. La seconda che mi fa rabbrividire è che il Ministro ha avuto un atteggiamento da bulletto dicendo che è inutile fare pressione, chiamare Conte, come se fosse il decisore dei decisori, ma finora è stato il Ministro Tentenna. Spadafora ha impostato il discorso dicendo di cercarci un piano B, come a dire che è quasi sicuro che non si riparte. A questo punto saremo a rimorchio dell’Europa: se partono i tre principali campionati, partirà anche la Serie A. Mister Tentenna la responsabilità non se la prende e sta usando un criterio molto astuto, ma subdolo: il silenzio di niego”.

Agresti: “Calcio vittima di demagogia da quattro soldi, oggetto di persecuzione. E’ una delle industrie fondamentali di questo Paese”

Stefano Agresti, direttore calciomercato.com: “Sono sempre stato molto critico con le scelte del Governo, ho la sensazione che ci sia un forte condizionamento da parte di Malagò. Il presidente del CONI per motivi misteriosi, o forse no, nel tentativo di portare dalla propria parte il resto delle discipline, ha dimostrato avversione verso il calcio. Da questo punto di vista, ciò che mi stupisce è l’avversione continua del Ministro nei confronti del calcio bruciando sempre gli entusiasmi. E’ pericoloso dal punto di vista economico per le società pensare di allenarsi senza sapere se si andrà poi a cominciare il campionato, ma è anche vero che non si capisce da un giorno all’altro cosa accade con questa pandemia. Abbiamo la sensazione che sia tutto sotto controllo, poi in Germania hanno allargato la presa ed il contagio è risalito. Mi sento quasi in imbarazzo a dire che il calcio mi sembra oggetto di persecuzione, non capisco come lo si possa guardare come un gioco. Nel nostro Paese non è e non può essere un gioco, viviamo con i proventi del calcio, penso anche alla Serie B e Serie C che prendono soldi dalla Serie A e dobbiamo prendere atto del fatto che lo sport campa anche grazie a questo campionato. Non penso che in frabbrica si rischi meno che giocare al calcio, non penso che un cameriere rischi meno di un calciatore. E’ giusto progettare di far ripartire tutto, ma perché il calcio no? Per me resta un mistero. E’ uno sport che porta una cattiva fama perché è facile fare demagogia da quattro soldi, lo stesso Fazio con Spadafora. Mi pare che Fazio abbia un contratto da calciatore top, ma al di là di questo è brutto sentire che Cristiano Ronaldo campa lo stesso: lui sì, ma tutti gli altri intorno no”.

Capuano: “Non ci si può nascondere dietro al fatto che il calcio è un Sport di contatto, anche il pagamento alla cassa di un supermercato lo è”

Giovanni Capuano, Radio24: “Spadafora non è giudicabile, lo rimandiamo non a Settembre, lo rimando ancora di una settimana. Questa tattica dilatoria era già stata percepita mercoledì scorso nella videoconferenza in cui è stato presentato il protocollo. Il calcio come tantissime altre attività non si riaccende schiacciando un bottone, quindi gli diamo ancora una settimana. Se al 18 Maggio si potrà ripartire, è bene saperlo, altrimenti si stacca la spina una volta per tutte. Questa mattina Spadafora ha risposto alle domande di un giornalista, perché non si può definire intervista il salottino di Fazio. Ha risposto finalmente a Piccinini che conosce la materia ed è competente, ma il Ministro è andato per vicoli senza rispondere. Aprire con rischio 0, vorrebbe dire aprire tutto tra un anno e mezzo e non vale solo per il calcio. Non ci si può nascondere dietro al fatto che il calcio è un sport di contatto, anche il pagamento alla cassa di un supermercato è uno sport di contatto. Spadafora si è nascosto, rispondendo, dietro al paravento di incertezze“.

De Nicola: “Giocare a Giugno o Settembre non cambia nulla dal punto di vista medico”

 Alfonso De Nicola, ex medico Napoli: “Giocare a Settembre cambierebbe molto? Da un punto di vista medico, no. Quelle che cambieranno saranno le abitudini. Sul protocollo maniacale sono d’accordo, ma comunque non garantiscono sicurezza al 100% che si avrà solo con il vaccino. A.M.I.C.A. d’accordo o no? È giusto coinvolgere le persone che lavorano sul campo. Così come sono stati coinvolti i medici, bisognava unire la ricerca scientifica con la medicina pratica. La garanzia del rischio 0 non la può dare nessuno, in nessun settore. O ognuno si prende la responsabilità della propria salute o se vogliamo andare in mano a ricorsi, cause, legali, non andiamo a nessuna parte. Il calcio è calcio con il pubblico, non è che distruggiamo il settore a porte chiuse?”.

Chiariello: “Casomai non si dovesse ripartire il Napoli può tener botta, ma molte altre società no”

Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNapoli: “Oggi spunta un like che fa sperare. “De Laurentiis compra la sua maglia e poi non gli rinnova il contratto?” e Mertens mette mi piace. È tutto da capire, oggi Gianluca Di Marzio ha scritto chiaro e tondo che Mertens si allontana, forte il pressing del Chelsea. Il mercato azzurro gira attorno a lui, ma tutto è da vedere con la ripresa o meno. Casomai non si dovesse ripartire, sarebbe un pesante colpo per il Napoli, che può tener botta, ma altre no. Questo è stato il grande merito di De Laurentiis in questi anni, il fatto che il Napoli non si avvale del credito bancario, ha una sua stabilità finanziaria e può far fronte a quest’esperienza”.

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Vincenzo Vitiello

Giornalista --- Vice Direttore

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