Un passo indietro di almeno dieci anni. La squadra è allo sbando e i tifosi sono inviperiti. Non si assisteva a una contestazione così forte, con tanto di assalto al bus da prima del fallimento della vecchia Società Sportiva Calcio Napoli, avvenuto nel 2004. Ecco il conto degli errori del presidente Aurelio De Laurentiis. Dopo aver costruito e smontato la squadra di Mazzarri, il patron si è ripetuto col team di Benitez. Rincorrendo i successi economici, ha gettato al vento quelli sportivi. Nessuno disprezza le due coppe Italia vinte in tre anni, però la piazza non si accontenta certo delle due coccarde tricolori. Napoli sogna, anzi chiede lo scudetto, promesso da De Laurentiis a Dimaro. E invece i tifosi si ritrovano a fare i conti con una squadra senza motivazioni. Il mercato fallimentare ha spezzato prima i sogni dei giocatori, poi quelli del tecnico Rafa Benitez e infine quelli dei supporter. L’immobilità in sede di campagna trasferimenti a luglio e gli arrivi dei modesti De Guzman e David Lopez mentre gli azzurri regalavano all’Athletic Bilbao il pass per la fase a gironi della Champions League hanno ucciso sul nascere le ambizioni per la stagione 2014-2015. De Laurentiis doveva programmare un mercato tale da proiettare il Napoli nella lotta scudetto tra Juve e Roma e invece l’ha indebolito. E’ già svanito l’entusiasmo per il terzo posto della passata stagione e per la vittoria della Coppa Italia. Disattese le promesse fatte a Benitez e a Higuain, che nell’estate del 2013 ha lasciato il Real Madrid per sposare il progetto azzurro, nonostante le offerte di club del calibro dell’Arsenal. Rafa e il Pipita hanno capito che l’addio a Reina e i mancati rinforzi di qualità erano la prova che De Laurentiis non aveva intenzione di rispettare i programmi. Il tecnico e il bomber sono entrati in uno stato depressivo che ha coinvolto gli altri calciatori della rosa. Il Napoli non riesce a riprendersi eppure il tempo per rimettere in piedi la stagione c’è. Gli azzurri sono ancora in corsa per il terzo posto e per la qualificazione ai 16esimi di Europa League, però è il momento che De Laurentiis smetta i panni di Penelope, che ha tessuto la tele affidate prima a Mazzarri e poi a Benitez per poi disfarle con una naturalezza disarmante. Se il patron non è in grado di risollevare il Napoli nell’annata in corso e di assicurare un futuro roseo dal punto di vista dei risultati sportivi al club è giusto farsi da parte. La pazienza della piazza è terminata. Bilanci, fair play finanziario e crescita sono parole che i supporter hanno depennato dal loro vocabolario giovedì a Berna, teatro dell’ultima disfatta del Napoli.
Fonte: Cronache Di Napoli

