Questo messaggio dimostra ancora una volta quanto Diego fosse molto di più che un semplice calciatore
Diego Armando Maradona non è stato un semplice calciatore, era molto di più. Una figura che fa tornare alla mente tempi andati e che riusciva a farsi rispettare e in alcuni casi perfino amare anche da tifosi avversari.
Ne è un esempio lampante il messaggio seguente, scritto da un tifoso del Milan:
“Perché mi manca Maradona (e non me lo aspettavo)… perché è un pezzo del mio mondo, quello degli ’80 che volente o nolente mi sta addosso come jeans e polo… ricordo le condizioni al contorno di quegli anni: c’era il terrorismo nar br, c’erano gli scontri di piazza tra extraparlamentari di destra e sinistra, si assassinavano ragazzi, giornalisti, magistrati, poliziotti, carabinieri e poi politici giuslavorasti statisti, così, c’era la mafia, anche ora et semper, ma c’era quella che scioglieva luparava, stragiava, strozzinava, cresceva sempre più, c’erano i servizi deviati, un golpe al giorno: minacciato, millantato, ventilato a volte tentato; c’erano le bombe, le stragi, treni, piazze, aerei, terremoti e tragedie, l’ambiente era il peggio che abbiamo mai avuto per emissioni in cielo, terra e acqua, iniziava il saccheggio dello stato col debito pubblico che cresceva senza sapere dove finissero i soldi, la mentalità era oscurantista, moralista si doveva appartenere ad un clan un gruppo, e via così.. e allora perché mai quegli anni sono indelebili? Perché c’era il senso di appartenere a qualcosa di nuovo che era lì per partire, una sensazione che tutto può accadere e di rimanere giovani per sempre, guardare il mondo da un oblò (non come Franco Cerri a mollo nel Dixan o Dash), e i leader, in ogni campo ma pochi, erano quelli che davano emozioni e colori, erano quelli da “adiare” (amare e odiare e poi amare). Maradona era così, emozione pura, e se non giocava nella tua squadra allora aspettavi di averlo contro, faccia sporca ma dandoti l’idea che rimanesse un bambino con il pallone, qualunque cosa facesse era il bambino che corre dietro al pallone… la sua squadra è l’Albiceleste, l’Argentina, nessuno può essere più argentino di Maradona, troppo esagerato, troppo grande, troppo orizzonte, come gli immensi spazi d’argentina, troppo celeste, come il cielo d’argentina quando dipinge di celeste i sapori della vita, sangue, lacrime e sudore…” .
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